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Quadro4: sicuro e divertente

Abbiamo provato a fondo l’unico scooter a 4 ruote attualmente disponibile sul mercato con il preciso intento di verificarne i limiti e le potenzialità non tanto in un contesto cittadino, quando come commuter quotidiano e come mezzo alternativo per viaggiare in tutta sicurezza anche quando finisce l’asfalto.  Sì, perché la sicurezza è indubbiamente il punto forte del Quadro 4, merito delle 4 sospensioni indipendenti e della trazione sulle due ruote posteriori; caratteristiche che garantiscono non solo una tenuta elevatissima in ogni condizioni, ma anche una motricità in fuoristrada che gli permette di osare anche dove molte maxi enduro si troverebbero in difficoltà se alla guida non c’è un pilota esperto.

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Il principale pregio del Quadro4 è proprio quello di mettere a proprio agio chiunque, anche chi magari ha sempre guidato l’auto ed è intimorito dall’utilizzo di un mezzo tradizionale a due ruote. Come vedrete dalle foto e dal video abbiamo affrontato con un passeggero anche una strada per nulla facile, con due guadi, tratti molto fangosi e salite con sassi smossi abbastanza impegnative, il tutto guidando sia in piedi sulle pedane sia a passo d’uomo stando comodamente seduti. In entrambi i casi il mezzo si è comportato egregiamente, arrampicandosi con una sicurezza e una facilità inaspettata, con le quattro sospensioni che copiavano ogni dislivello mantenendo sempre le 4 ruote perfettamente ancorate a terra. Anche le manovre da fermo, come un’inversione in spazi stretti, si sono rivelate molto più semplici rispetto a una maxi enduro perché in questo caso non c’è il rischio di sbilanciarsi con conseguente inevitabile caduta del mezzo da un lato. Se poi ci fosse la retromarcia sarebbe ancora meglio. Alla fine il Quadro4 si è rivelato non solo un mezzo sicuro ma anche divertente, perché superata la diffidenza iniziale e capito come si devono affrontare le curve ci si inizia a divertire facendo pieghe sconosciute ad altri scooter, ovviamente in tutta sicurezza anche quando si passa su rotaie, pavè e fondi bagnati. Le 4 ruote restano incollate all’asfalto e quello che a prima vista può sembrare un mezzo ingombrante e difficile da governare si rivela invece sufficientemente agile e maneggevole.

Design esclusivo e imponente

Oltre 250 Kg di peso a secco e dimensioni da maxi scooter over 600 posso incutere un po’ di timore, che svanisce però dopo pochi chilometri percorsi alla guida di questo mezzo indubbiamente unico nel panorama mondiale. Esteticamente la linea è riuscita, soprattutto nella parte frontale dove spicca il bel muso che integra i 4 fari (2 anabbaglianti e due abbaglianti) e le luci diurne a led. Bello anche il parabrezza scuro, che però non è regolabile in altezza (esistono però diverse varianti tra gli accessori). Dietro si cela una strumentazione abbastanza tradizionale, dove a fronte di chicche come la segnalazione della ricarica di un dispositivo collegato alle prese USB o delle spie di presenza del blocco di sicurezza e del freno a mano si sente la mancanza di un vero e proprio computer di bordo che indichi, per esempio, i Km residui quando si entra in riserva. La sella su due livelli con poggia schiena centrale regolabile  ospita comodamente due persone e l’unico problema è dato dal fatto che quella del pilota, seguendo le forme generose della carrozzeria, divarica moltissimo le gambe impedendo di fatto a chi è sotto al metro e settanta di toccare facilmente a terra con entrambi i piedi, a meno di non sedersi proprio in punta. Per fortuna il mezzo sta su anche da solo (basta tenere premuti i freni), ma ciò non toglie che andrebbe progettata una sella ribassata per permettere anche ai meno prestanti di toccare facilmente terra. Sotto alla sella del passeggero sostenuta da ammortizzatori idraulici, che prevede una luce di cortesia, trova posto un casco jet e poco altro perché in quella posizione è collocato anche il serbatoio di carburante. Il tappo di rifornimento è proprio sotto la sella del passeggero (il che obbliga quest’ultimo a scendere e limita la possibilità di usare la sella come appoggio per un borsone da fissare con gli elastici o le cinghie), che può essere aperta solo dopo aver acceso il veicolo. Una scelta poco felice in quanto è più probabile aprire e chiudere la sella a veicolo spento. Sappiamo però che Quadro sta già lavorando per modificare sia questo sia altri piccoli dettagli sulla nuova versione che sarà presentata in autunno. Non avendo né marce né cavalletti per impedire al Quadro4 di muoversi da fermo è previsto un freno di stazionamento collocato sulla scocca destra. Il blocco dell’inclinazione è invece posizionato dietro lo scudo anteriore, dove troviamo anche dei pratici portaoggetti e una presa di ricarica Usb (una seconda presa è disponibile sotto la sella). Il blocco impedisce alle sospensioni di muoversi e permette anche di lasciare il mezzo inclinato, caratteristica utile se lo parcheggiamo per esempio su superficie non perfettamente piane. Come vedete in foto, si può parcheggiare addirittura con livelli di piega impressionanti, anche se lo sconsigliamo in quanto in caso di vento lo scudo inferiore potrebbe fare “vela” e causare la caduta del mezzo. Questo fa però intuire le reali capacità di piega del mezzo, che in curva anche a bassa velocità raggiunge inclinazioni da fare invidia a una sportiva, soprattutto in tutta sicurezza.  Un altro elemento che caratterizza il Quadro4 è il pedale del freno che comanda la frenata combinata. In realtà è totalmente inutile e fastidioso, visto che si utilizzano sempre le leve al manubrio per frenare, ma è richiesto per legge.

Andando a guardare “sotto” alla scocca anteriormente si può ammirare il pregiato sistema di sospensioni, mentre posteriormente a colpire è la doppia cinghia di trasmissione. Ancora più impressionante è se lo si osserva mentre è parcheggiato sullo sconnesso, perché in questo caso si vede chiaramente come le due trasmissioni possano lavorare in maniera totalmente disassata. Ovviamente sulle ruote posteriori è presente il differenziale.

Motore semplice e tecnica raffinata 

Il Quadro4 è spinto dallo un motore Aeon monocilindrico 4 tempi raffreddato a liquido di 346 cc, ovviamente a iniezione elettronica e dotato di doppio contralbero di bilanciamento per minimizzare le vibrazioni. La potenza è di 30 cv (21,1 kW) a 7.500, con una valore di coppia massima di 24,5 Nm a 5.000 giri. L’omologazione è già conforme alle specifiche Euro 4. Il telaio è un traliccio a tubi d’acciaio che ingabbia i motore. Come accennato in apertura, il serbatoio da 14 litri (una specie di tanica alta e stretta) è inserito posteriormente sotto il vano sella e il comparto sospensioni è caratterizzato dal sistema a ruote indipendenti HTS (Hydraulic Tilting System), un brevetto mondiale basato su ammortizzatori ad aria e olio che lavorano in sinergia per garantire sempre il perfetto contatto con il terreno. Per assurdo si potrebbe addirittura andare in giro con una ruota forata, in quanto il sistema sarebbe in grado di compensare la variazione agendo sugli ammortizzatori. Anche da un punto di vista legale è come se il Quadro 4 avesse una ruota in meno. Grazie alla carreggiata posteriore inferiore a 460 mm figura infatti a libretto come un 3 ruote. In soldoni questo si traduce nella possibilità di entrare in tutte le preferenziali e le strade riservate recentemente vietate ai quadricicli. A fermare la notevole massa del Quadro 4 ci pensa un impianto frenante che prevede 4 dischi da 240 mm sulle quattro ruote in lega da 14 pollici (con pneumatici 110/80), dotato di frenata combinata. Usando solo la leva sinistra o il pedale si azionano tutte e quattro le pinze, mentre usando la leva destra di agisce solo sulle pinze anteriori. Il mezzo non è dotato di Abs, non indispensabile come su una moto ma sicuramente auspicabile di serie sulla prossima versione in quanto frenando con decisione si arriva facilmente al bloccaggio del posteriore. Ovviamente non si cade, come su una moto, ma l’Abs di serie garantirebbe un ulteriore step a livello di sicurezza, quantomeno percepita dai meno esperti.

Va capito, poi ci si diverte

Nei primi chilometri in sella al Quadro4 si resta un po’ sconcertati perché la guida è completamente differente da qualsiasi altro mezzo a due o tre ruote. Occorre anticipare le curve, ma capito il funzionamento e la dinamica delle masse in gioco ci si inizia a divertire parecchio sfruttando i notevoli angoli di piega garantiti dalle quattro ruote indipendenti. Il suo abita naturale sono le strate extraurbane e anche le autostrade, sebbene in città risulti ben più agile di quanto le dimensioni possano far pensare, merito anche di un buon angolo di sterzo. Praticamente si passa dove si passa con un grosso scooterone e anche lo zig zig tra le macchine ferme in coda non è tanto differente. Sommando le varie situazioni lo troviamo perfetto come mezzo di trasporto per chi abita fuori città e ogni giorno deve percorre diversi chilometri per arrivare in ufficio, ma anche per chi vuole un veicolo con cui andare agilmente via per il weekend o in vacanza, magari in posti con delle belle strade sterrate dove potersi muovere in tutta sicurezza. Sotto questo punto di vista il Quadro 4 non ha rivali perché la sicurezza reale e percepita è elevatissima (anche sul bagnato), superiore a qualsiasi altro mezzo a due o tre ruote. Anche in fuoristrada il Quadro4 se la cava benissimo e questo la dice lunga sulla sue potenzialità. Il motore da 350 cc fa il suo dovere e vibra poco, ma visto anche il prezzo non certo contenuto avremmo preferito un monocilindrico da almeno 500 cc, che avrebbe garantito quella verve in più in autostrada e magari anche la possibilità di avere più coppia in salita o nei tratti sterrati affrontati a bassa velocità. Diciamo che in autostrada in 2 la velocità di crociera è attorno ai 120 Km/h. Il confort anche sulle lunghe distanze è buono, malgrado il pilota non abbia moltissimo spazio per distendere le gambe. Meno buono lo spazio a disposizione per trasportare oggetti, visto che non si può contare neppure sullo spazio dietro allo scudo anteriore. Fortunatamente Quadro ha predisposto nella linea accessori sia un capiente bauletto sia un interessante dispositivo che permette di montare posteriormente due valigie da moto gemellate. Un plauso va alle sospensioni nettamente più efficienti rispetto a quelle tradizionalmente montate sugli scooter. Anche passando su buche e pavé la risposta non è mai secca, con grande gioia per la schiena e il collo di pilota e passeggero.

Per chi è adatto?

Con un prezzo di circa 10.000 euro il Quadro4 è indubbiamente un mezzo di nicchia e per le sue caratteristiche si rivolge a un pubblico ben preciso, anche se abbastanza eterogeneo, accomunato dalla voglia di avere un mezzo simile a uno scooter ma infinitamente più sicuro. Si va da chi è stanco di restare in coda in auto per andare e tornare dal lavoro e chi vuole un mezzo agile e divertente per andare via nel weekend o per affrontare una vacanza  “in sella” senza i rischi che una due ruote comporta. La lista di accessori permette di personalizzarlo al meglio (ci sono anche gli pneumatici da neve) e nella lista dei desideri inseriremmo un tettuccio protettivo (come sull’Adiva per intenderci) che lo renderebbe ancora più versatile.

Scheda tecnica

Motore Monocilindrico 4 tempi da 346 cc, 4 valvole, raffreddato a liquido
Potenza 22.1 Kw (30 CV) a 7.500 giri/minuto
Coppia  24.5 Nm a 5.000 giri/minuto
Frizione centrifuga automatica a secco
Trasmissione primaria con variatore (CVT) con differenziale integrato
Telaio In tubi di acciaio
Sistema di sospensioni  HTS Hydraulic Tilting System™ (sospensione oscillante idro-pneumatica)
Angolo di inclinazione: 45°
Impianto frenante idraulico con quattro dischi  da 240 mm.
Frenata integrale con leva sinistra e pedale.
Frenata solo con ruote anteriori con leva destra
Cerchi da  2.75 x 14’’
Pneumatici da 110/80
Lunghezza: 2.180 mm
Altezzza: 1.340 mm
Larghezza: 800 mm
Altezza sella: 770 mm
Peso a secco:  257 Kg
Capacità serbatoio carburante: 14 litri

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Giorgio Papetti

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