Sprint Filter: oltre i normali filtri

Il test della Voge Valico 800DSX Rally ci ha dato la possibilità non solo di provare i filtri aria Sprint Filter, ma anche di visitare Motorquality – distributore per l’Italia – e di parlare con i diretti responsabili per scoprire perché questi filtri sono così diversi non solo da quelli di serie in carta, ma anche da altri filtri aria presenti sul mercato che solitamente utilizzando strati di cotone per produrre l’elemento filtrante.

Ricordiamo che il filtro è un componente fondamentale per una moto e che svolge una duplice funzione. Deve infatti garantire un flusso d’aria ottimale filtrando al contempo le particelle significative che altrimenti andrebbero a finire nei cilindri. Chiaramente le due funzioni sono antagoniste e ciò che contraddistingue la qualità di un filtro, oltre ai materiali impiegati, è la capacità di bilanciare al meglio questo sue esigenze diametralmente opposte.

Una delle peculiarità che contraddistingue i filtri Sprint Filter rispetto alla concorrenza è la specificità di ogni singolo filtro in base al tipo di utilizzo della moto. Solitamente per ottenere filtri differenti i produttori aggiungono o tolgono strati di elemento filtrante, mettendo per esempio 2 strati in quelli racing e quattro o più strati per quelli stradali e offroad. Nei filtri Spring Filter invece c’è un singolo elemento filtrante sviluppato appositamente per ogni applicazione; dal super racing, dove il filtro deve garantire le massime prestazioni in termini di erogazione di potenza, a quelli dedicati all’offroad, in cui l’elemento filtrante deve prima di tutto proteggere il motore anche dalla sabbia più insidiosa. Non a caso il claim dell’azienda è proprio “Un filtro per ogni esigenza”.

Una tecnologia innovativa

Da un punto di vista tecnologico il filtro è un oggetto solo apparentemente semplice perché sono diversi gli elementi che possono incidere sulle sue prestazioni. La prima peculiarità dei filtri Sprint Filter è di essere completamente sintetici. Sono realizzati con una struttura portante in gomma in cui è inserito un elemento metallico sul quale viene applicato, a seconda dei casi, un tessuto in poliestere realizzato con classica trama e ordito, in modo tale da generare una maglia più o meno grande in base al tipo di applicazione, oppure un tessuto non tessuto che garantisce livelli di filtraggio decine di volte superiori e per questo particolarmente indicato per utilizzi offroad in cui serve la massima protezione da sabbia e polvere.

Il vantaggio del tessuto in poliestere è che oltre a essere estremamente permeabile non è influenzabile né dalla piegatura né dalla differenza di pressione che si crea durante il funzionamento. Rispetto ai filtri in cotone, in cui la trama varia in base alla sovrapposizione degli strati, e che sono quindi soggetti a deformazioni strutturali e a flussi di aria non omogenei, nei filtri Sprint Filter il flusso d’aria è sempre costante e perfettamente lineare con una capacità di filtraggio identica in ogni punto del filtro. Tra l’altro la costruzione specifica con un unico materiale evita distacchi non voluti fra i differenti strati, che possono ridurre drasticamente la capacità filtrante. Un filtro in cotone, per esempio, solitamente offre all’inizio un basso potere filtrante (pari al 50% di contaminante con un range da 5 a 200 micron) e solo successivamente alla formazione di un “dust-cake” superficiale la sua capacità di filtrare le impurità aumenta fino all’80% circa, ma con una drastica perdita di carico causata dal minore afflusso di aria dovuto proprio allo strato che si è venuto a creare. Il grafico in figura mostra la differenza tra lo Sprint Filter P08 e un normale filtro in cotone.

Come si vede dall’immagine realizzata al microscopio il P08 in poliestere ha una trama estremamente omogenea, mentre il filtro in cotone presenta variazioni anche molto significative nel reticolo filtrante e sono proprio queste variazioni che aumentano le turbolente dannose ai fini delle prestazioni.

Con un flusso d’aria di ben 5.050 litri per metro quadro al secondo e con una capacità di filtraggio delle particelle fino a 80 micron il P08 è il filtro sportivo stradale per eccellenza. trattiene il 93,13% delle particelle da 100 micron, contro un valore del 74,42% dei filtri in cotone, garantendo al contempo maggiori prestazioni.  Giusto per dare un dato, il P08 può portare a 2,5 Cv in più su un motore a 4 cilindri di 1.000 cc a metà della curva di potenza, senza alcuna modifica alla centralina.

Per capire quando può essere la differenza tra un filtro e l’altro basta pensare che il T12 orientato al fuoristrada, trattiene particelle fino a 12 micron, ovvero circa 6 volte più piccole di quelle trattenute dal P08. In questo caso il flusso d’aria è di 560 litri per metro quadro al secondo e questo dato fa capire molto bene la specificità di questo filtro. Tra l’altro il tessuto non tessuto con cui è realizzato il T12 è anche water proof.

Oltre ad utilizzare tessuti sintetici i filtri Sprint Filter sono i primi al mondo a impiegare una rete di acciaio con verniciatura epossidica per il supporto della membrana filtrante. La robustezza dell’acciaio consente di intrecciare reti con maglie più larghe, creando un filtro con caratteristiche strutturali superiori. Oltre alla trama più larga anche il diametro del filo utilizzato e minore rispetto ai filtri in lega di alluminio e questo compensa abbondantemente il maggiore peso specifico dell’acciaio non comportando alcun aggravio significativo in termini di peso.

Un’altra caratteristica dei filtri Sprint Filter è la durata praticamente eterna e la quasi totale assenza di manutenzione. A differenza dei filtri in cotone o in spugna, che devono essere oliati, è sufficiente di tanto in tanto soffiare con un compressore (chiaramente nel senso inverso alla parete di filtraggio) per riportarlo alle condizioni di funzionamento ottimali. Anche nel caso di moto che hanno il recupero dei fumi nella cassa filtro, caratteristica che può portare a incrostazioni, è sufficiente un comune detergente (sapone, shampoo, detersivo…) per pulire il filtro. Non c’è bisogno di oliatura, lavaggio o asciugatura e non servono quindi 2 filtri in modo da averne sempre uno pronto all’uso. L’unico accorgimento che suggeriamo per garantire il perfetto montaggio è un po’ di grasso da spalmare sulla gomma perimetrale in modo che il filtro aderisca perfettamente alla cassa filtro.

Il test sulla Voge 800 Rally

Abbiamo provato sia il T12 che il P08 sulla Voge 800 Rally e sebbene sia molto difficile testare sul campo le differenze di prestazioni possiamo darvi un feedback “a pelle”. Il T12 di fatto non va ad alterare le caratteristiche della moto e sebbene sia molto più protettivo la sensazione è che non ci siano perdite di potenza rispetto alla moto configurata con il filtro in carta originale. L’erogazione è molto simile lungo tutto l’arco di coppia e anche l’effetto on/off che caratterizza un po’ questa moto, soprattutto nelle prime 3 marce, non sembra modificarsi più di tanto.

Diverso invece il discorso del P08, che però abbiamo provato in abbinamento a uno scarico Exan. In questo caso a parte la riduzione di peso di oltre 4 Kg rispetto allo scarico originale l’aspetto più positivo che abbiamo notato è stato il minore freno motore in chiusura del gas a anche un miglioramento dell’effetto on-off, probabilmente dovuto proprio al fatto che il maggiore afflusso d’aria fa respirare meglio il motore che sente meno l’apri/chiudi del gas a cavo. Probabilmente con il filtro e lo scarico originale i taglio è più netto e quindi in fase di riapertura è più evidente il rilascio della potenza.

Concludiamo con una nota relativa all’installazione. I progettisti Voge hanno fatto davvero un gran lavoro posizionando la cassa filtro nella parte anteriore al serbatoio. Per sostituire il filtro on serve smontare il serbatoio. È sufficiente allentare l’ammortizzatore di sterzo, rimuovere e due viti che tengono il coperchio della cassa filtro e sostituire l’elemento filtrante. Chiunque è in grado di svolgere l’operazione in autonomia in meno di 15 minuti.

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