Phelon & Moore rinasce con la Capetown 7X

Fondata nel 1904 a Cleckheaton, nel West Yorkshire, da Joah Phelon e Richard Moore, la Phelon & Moore rappresenta uno dei capitoli più affascinanti della storia motociclistica britannica. Il marchio ha legato il proprio nome a intuizioni pionieristiche: sua fu, infatti, la prima motocicletta con trasmissione a catena, nel 1905, come anche l’introduzione del motore monocilindrico inclinato in avanti – noto come “Sloper” – che fungeva da elemento strutturale e stressato del telaio stesso. Un concetto molto avanzato per l’epoca, che permetteva di ottenere numerosi vantaggi: innanzitutto l’abbassamento del baricentro, grazie all’inclinazione del motore di 40 gradi; più spazio per il gruppo termico, che poteva crescere di cilindrata senza costringere i progettisti ad alzare la sella; una superiore coerenza strutturale ottenuta con il carter “stressato”, più rigido rispetto ai telai dell’epoca.

Quando nel 1924 il marchio introdusse la denominazione “Panther”, la produzione si era già orientata verso motori monocilindrici di grande cilindrata (fino a 600 e 650 cc), caratterizzati dalla corsa lunga e dal volano esterno di grandi dimensioni. Questa configurazione meccanica generava un’erogazione della coppia unica nel suo genere, definita dagli appassionati britannici con l’onomatopea “fire-one-on-Friday”, a indicare un regime di rotazione minimo così basso e regolare da poter quasi contare i singoli scoppi all’interno dellacamera di combustione. Nel frattempo le motociclette inglesi si guadagnarono una solida reputazione grazie alla robustezza meccanica, dote che le resero le compagne ideali per i lunghi viaggi anche transcontinentali e per l’uso intensivo con sidecar. Non erano del resto moto nate per competere nelle gare di velocità pura del Tourist Trophy, ma vere e proprie macchine da lavoro. Durante la Grande Depressione e nei difficili anni del secondo Dopoguerra, le Panther divennero il mezzo di trasporto prediletto dalla classe lavoratrice inglese: accoppiate a pesanti sidecar in legno e acciaio trasportavano intere famiglie o merci con consumi ridotti e una manutenzione essenziale.

Dopo la chiusura del 1967 e tanti anni di assenza dalle scene produttive ma non dalla memoria degli appassionati inglesi e non solo, Phelon & Moore torna oggi sul mercato. Non si tratta di un’operazione nostalgia, ma del recupero di una filosofia costruttiva basata sulla concretezza, sull’affidabilità sulle lunghe distanze e su un’eleganza sobria, lontana da certi eccessi. Il brand inglese è in mani europee e riparte ribadendo l’identità originaria, reinterpretata però con gli strumenti tecnici e stilistici di oggi.

CAPETOWN 7X: IL MANIFESTO DELLA GAMMA ALL-TERRAIN

Il modello Capetown 7X è senza dubbio la declinazione più avventurosa della gamma media di Phelon & Moore, dove la X guarda esplicitamente all’offroad, per quanto leggero. Il nome stesso è un tributo diretto alla storica spedizione degli anni Trenta e alla “Rugged Road” che conduceva verso la punta meridionale del continente africano.

Dal punto di vista stilistico questo modello ha una indiscutibile personalità. Sviluppata nel Centro stile Phelon&Moore situato a Torino, la Capetown 7X sfoggia tratti puliti, superfici raccordate in modo armonioso e un’assenza quasi totale di spigoli vivi, in parziale controtendenza rispetto agli standard attuali del segmento adventure. Le colorazioni storiche e istituzionali (l’Artemesia Green, il Dover White e il London Gray) richiamano esplicitamente le tonalità delle vetture sportive inglesi d’epoca, conferendo alla moto un impatto visivo elegante, immediatamente riconoscibile e allo stesso tempo distintivo nel panorama dell’attuale, ampia offerta di altre adventure.

CICLISTICA E MECCANICA

Il cuore meccanico della Capetown 7X è un motore bicilindrico parallelo da 693 cc a quattro tempi, con distribuzione a doppio albero a camme in testa (DOHC) a 8 valvole e raffreddamento a liquido. Dotato di un contralbero di bilanciamento per ridurre al minimo le vibrazioni, questore propulsore eroga una potenza massima di 74 CV (55 kW) a 8.500 giri/min e una coppia di 68 Nm a 6.500 giri/min. Per il mercato europeo la moto è disponibile anche in versione depotenziata a 35 kW per i possessori di patente A2.

La ciclistica si affida a un telaio a traliccio in acciaio ad alta resistenza, completato nella zona centrale da piastre laterali, a garanzia di robustezza nei passaggi fuoristrada. Il comparto sospensioni è di alto livello, in grado di garantire un’escursione sui due assi pari a 170 mm. La forcella a steli rovesciati di 43 mm di diametro è regolabile nella componente elastica di precarico della molla, come in quella idraulica: i registri per personalizzare compressione ed estensione sono facilmente accessibile nella zona sommatale degli steli. La vera particolarità tecnica spicca però al retrotreno, che vanta una soluzione premium davvero insolita per il segmento di apparenza della Capetown 7X: si tratta del bellissimo monobraccio in fusione di alluminio. Questa soluzione ha un fortissimo impatto estetico, dato che lascia completamente a vista il cerchio a raggi. Inoltre garantisce il necessario rigore torsionale, a garanzia di prestazioni dinamiche di alto livello. E infine permette di snellire le operazioni di manutenzione, a partire da montaggio e smontaggio della ruota posteriore.

L’attenzione alla praticità emerge anche osservano il monoammortizzatore collegato al monobraccio: l’unità è infatti provvista di regolazione remota del precarico della molla, azionabile manualmente senza l’ausilio di attrezzi tramite il pomello posto accanto alla pedana sinistra del passeggero. Questo permette in pochi istanti di adattare la moto a percorsi differenti, come a carichi ulteriori come bagagli, passeggero o entrambi.

Molto belli e curati nella costruzione sono i cerchi in lega leggera tubeless a raggi, con diametro di 19 pollici davanti e 17 pollici dietro. Gli pneumatici di primo equipaggiamento sono stati progettati e realizzati direttamente da Phelon & Moore, come si evince dall’originale disegno del battistrada. Spicca, infatti, l’inconfondibile profilo della pantera, il “Panther pattern” studiato per garantire un grip costante su strade bianche e fuoristrada leggero, senza penalizzare il comfort acustico e la precisione di traiettoria sull’asfalto.

L’impianto frenante è in linea con le caratteristiche della moto: all’avantreno è montata una coppia di dischi flottanti di 320 mm di diametro, con pinze a fissaggio radiale con quattro pistoncini. Spicca il logo Phelon & Moore, che impreziosisce le pinze con un tocco di sobria eleganza. L’impianto è completato al retrotreno dal disco singolo da 260 mm di diametro con pinza a montaggio assiale a due pistoncini.

Della dotazione di serie fanno parte sia il cavalletto centrale, ideale per lasciare la moto parcheggiata in piena sicurezza, sia la robusta struttura tubolare a protezione della carrozzeria. Molto bella la piastra paramotore, perfetta per evitare danni in caso di escursioni off-road particolarmente intense.

CONNETTIVITÀ E SICUREZZA ATTIVA

La dotazione elettronica della Capetown 7X risponde a criteri di utilità e massima fruibilità durante il viaggio. Al centro della plancia spicca un ampio display TFT a colori da 7 pollici ad alta definizione. Il sistema integra la funzione di mirroring completa dello smartphone, che permette al pilota di visualizzare le mappe di navigazione, gestire le chiamate e la musica direttamente dal blocchetto sinistro al manubrio. La strumentazione include di serie il sistema di monitoraggio della pressione degli pneumatici (TPMS), fondamentale per prevenire anomalie di guida e individuare eventuali forature sia su asfalto sia su sterrato.

Sul fronte della sicurezza attiva, la moto è equipaggiata con un sistema di controllo della trazione (TCS) disinseribile, soluzione che lascia il pilota l’ultima scelta in base alle capacità di guida e alle condizioni della strada. L’ABS a doppio canale di ultima generazione è studiato per offrire la massima flessibilità ed efficacia nella guida off-road, dove può essere disattivato parzialmente o totalmente tramite un comando rapido sul manubrio. L’illuminazione è affidata a un gruppo ottico anteriore Full LED, affiancato da indicatori di direzione a LED inseriti armoniosamente nella carrozzeria in modo da ridurre l’esposizione agli urti in caso di caduta.

SCHEDA TECNICA: PHELON & MOORE CAPETOWN 7X

— Motore: Bicilindrico parallelo, 4 tempi, raffreddato a liquido, 8 valvole, DOHC con contralbero di

bilanciamento.

— Cilindrata: 693 cc

— Potenza massima: 74 CV (55 kW) a 8.500 giri/min (disponibile versione 35 kW per patenti A2)

— Coppia massima: 68 Nm a 6.500 giri/min

— Alimentazione: Iniezione elettronica di carburante

— Cambio: Meccanico a 6 marce

— Telaio: A traliccio in acciaio ad alta resistenza

— Sospensione anteriore: Forcella a steli rovesciati da 43 mm, completamente regolabile (precarico, compressione, estensione); escursione di 170 mm.

— Sospensione posteriore: Monobraccio in alluminio pressofuso; monoammortizzatore regolabile nel precarico tramite registro remoto; escursione di 170 mm.

— Freno anteriore: Doppio disco da 320 mm, pinze radiali a 4 pistoncini, ABS disinseribile.

— Freno posteriore: Disco singolo da 260 mm, pinza assiale a 2 pistoncini, ABS disinseribile.

— Ruote: Cerchi a raggi in lega leggera, predisposizione tubeless.

— Pneumatico anteriore: 120/70-19” con disegno “Panther pattern”

— Pneumatico posteriore: 170/60-17” con disegno “Panther pattern”

— Altezza sella: 830 mm

— Interasse: 1.550 mm

— Capacità serbatoio: 21 litri (o 19 litri???)

— Peso a secco: 226 kg

— Peso in ordine di marcia con serbatoio pieno: 249 kg

— Dotazione di serie: Strumentazione TFT da 7” con mirroring, controllo trazione (TCS), monitoraggio pressione pneumatici (TPMS), fari Full LED, paramani, piastra paramotore in alluminio

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