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Askoll Es3: L’alternativa possibile

L’elettrico, soprattutto grazie ai servizi di sharing, sta diventando una solida realtà a Milano e in altre grandi città e lo scooter è forse il mezzo che più di ogni altro può dare impulso a questa rivoluzione della mobilità. Askoll è un’azienda specializzata nella produzione di veicoli elettrici Made in Italy che si è fatta conoscere proprio grazie ai servizi di scooter sharing e che recentemente ha inaugurato uno showroom in Via marangoni Milano.

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La gamma

Attualmente la gamma di scooter è composta da tre mezzi, denominati Es1, Es2 e Es3, che differiscono per la potenza e per il tipo di patente richiesta. I primi due sono a tutti gli effetti dei ciclomotori e quindi possono essere guidati con la patente AM, mentre l’Es3 equivale all’incirca a un 100 cc di cilindrata e richiede pertanto la patente B, oppure quella specifica per la conduzione delle moto. Chiaramente i primi due sono limitati a una velocità di 45 Km/h, mentre il secondo supera di poco i 65 Km/h grazie a un motore nettamente più potente.
Semplice, ma stiloso
Prima di addentrarci nel suo “cuore” elettrico diamo uno sguardo alla linea, caratterizzata come su tutti i veicoli elettrici (che devono contenere il peso) da uno stile che potremmo definire minimalista. Lo scudo anteriore, al pari della parte posteriore che funge da portapacchi e integra il gruppo ottico e le frecce a Led, sono studiati per ottimizzare il consumo di energia. Anche le sospensioni sono il minimo indispensabile e in presenza di buche o forti sconnessioni fanno emergere i loro limiti. Ma questa a dire il vero è una pecca di quasi tutti gli scooter, elettrici e non, anche di cilindrata ben superiore. Buoni invece gli pneumatici a doppia mescola montati su cerchi in lega, che a dispetto della ridotta sezione assicurano un ottimo appoggio anche in piega. Occorre solo fare attenzione ai binari del tram (specie quando piove) e ai fondi sporchi. Per fortuna l’ottima frenata combinata (quando si aziona il posteriore viene attivato anche l’anteriore), sebbene manchi l’Abs, aiuta a mantenere il controllo.

IMG_20190605_173616_1La sella è perfetta per il pilota mentre in due è un po’ corta (ma come vedremo ci hanno già pensato). Meglio in questo caso non montare il bauletto in modo che il passeggero possa arretrare il più possibile. Il vano sottosella è chiaramente occupato dai due pacchi batterie e dal caricatore (tutti asportabili per poter effettuare la ricarica anche in casa o in ufficio) e l’unico vano a disposizione è rappresentato dal cassetto dietro lo scudo anteriore, che offre anche un piccolo porta oggetti nella parte superiore, utile a parcheggiare momentaneamente guanti, occhiali o cellulare. Per fortuna la pedana piatta, anche se non troppo capiente, e il gancio estraibile permettono di trasportare facilmente una borsa o altri oggetti ingombranti. Il lucchetto o la tuta anti pioggia trova comunque posto nel cassetto anteriore, che offre anche una pratica presa USB per ricaricare i nostri apparecchi elettronici. Peccato solo che essendo all’interno se vogliamo alimentare il navigatore mentre siamo in viaggio dobbiamo ingegnarci per tenere aperto lo sportellino Un “tappo” di uscita impermeabile sarebbe comodissimo per far passare il cavo.
Nell’insieme la linea è piacevole e moderna e anche il cruscotto offre tutto ciò che occorre. Visto il costo ci sarebbe piaciuto un display al quale poter collegare il nostro smartphone (e anche su questo stanno già lavorando), ma le informazioni di base ci sono tutte, a cominciare ovviamente dal livello di carica delle batterie e dall’autonomia residua aggiornata in tempo reale.

Come va

Pensando in modalità “elettrica” possiamo assolutamente dire che lo scooter va benissimo e a livello di prestazioni è una via di mezzo tra un 50 e un 125. In modalità Normal si percorrono circa 75 Km con una carica. Esistono però anche altre due modalità di funzionamento, Eco e Power, a cui si aggiunge una logica di rigenerazione dell’energia in fase di decelerazione e in frenata. Quando questa modalità è attiva una spia gialla sul display indica che è in atto la rigenerazione dell’energia. Lo spunto in modalità Normal è molto buono, mentre in quella Eco le prestazioni sono decisamente inferiori e l’obiettivo è di usarla quanto si vuole veramente risparmiare energia per poter fare più km. La Power aggiunge un pizzico di pepe in più sacrificando di non molto l’autonomia, ma in realtà serve più che altro in salita. La differenza con la Normal non è poi così evidente in pianura.

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Batterie e caricatore asportabili
Le due batterie sono alloggiate nei due vani A e B posti sotto la sella, pesano 8,1 kg ciascuna e si allineano automaticamente tra loro. L’operazione di carica avviene utilizzando lo specifico caricabatteria in dotazione che può essere collegato a una normale presa di corrente elettrica domestica. Una volta collegato lampeggeranno tutti i led per qualche secondo, per poi indicare la carica residua della batterie in base ai led accesi.

Tramite il pulsante Mode sul carica batterie è possibile impostare la modalità di ricarica scegliendo tra:
Mantenimento (per lunghi periodi di inutilizzo), Long Life (le batterie vengono ricaricate al 90%) e Massima carica (attiva di default). L’operazione di ricarica delle batterie può essere eseguita in due modalità: batterie installate o batterie estratte. Nel primo caso è sufficiente sollevare la sella, estrarre il cavo a molla del carica batterie e collegare la spina a una presa elettrica. Quando la ricarica è in corso sul quadro strumenti si accenderà la spia luminosa di colore ambra che resterà accesa fino alla rimozione della spina dalla rete elettrica. Nel corso delle operazioni di ricarica con batteria a bordo è possibile chiudere la sella utilizzando una particolare posizione della serratura, che consente di lasciare lo spazio sufficiente per il cavo, un accorgimento utile nel caso in cui si proceda alla ricarica all’aperto.
Il carica batterie può anche essere estratto per consentire la ricarica di una batteria alla volta anche a casa o in ufficio, eventualmente lasciando l’altra batteria nello scooter per poter circolare mentre si carica l’altra. Per caricare due batteria in contemporanea senza averle installate occorrono invece due caricatori (uno può essere acquistato in opzione). Ovviamente non è necessario aspettare che le batterie siano completamente scariche per attaccarle alla corrente, né che siano totalmente cariche per staccarle. È così possibile caricarle anche giornalmente senza alcuna riduzione di performance.

Progettato e prodotto in Italia

L’Es3, come del resto gli altri modelli, è progettato e prodotto in Italia da un’azienda italiana che grazie alla qualità dei suoi prodotti sta vincendo gare d’appalto per la fornitura di centinaia di mezzi. Il motore elettrico è di tipo brushless ed eroga una potenza di 2.700 Watt con le due batterie installate (come dicevamo può viaggiare anche con una sola batteria). La trasmissione è a puleggia con cinghia dentata e la manutenzione è veramente ridotta al minimo.

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A conti fatti conviene
L’ES3 ha un prezzo di 3.590 Euro, più o meno come un 125 cc top di gamma. Se però considerate che per i primi 5 anni il bollo è gratis, che la manutenzione annua costa solamente 45 euro e che per percorrere circa 70 Km si spendono più o meno 50 centesimi ecco che l’eventuale gap di prezzo viene rapidamente azzerato. Possiamo quindi dire che rispetto alle moto e alle macchine, dove la differenza di prezzo è ancora molto elevata, nel caso degli scooter la scelta elettrica è decisamente possibile. Chiaramente va detto che l’ES3 non equivale a un 125 in termini di prestazioni, ma la sensazione di viaggiare su un mezzo elettrico ripaga in gran parte delle minori performance. In ogni caso noi l’abbiamo utilizzato per oltre un mese spostandoci quotidianamente in città (anche in due) e sia la velocità sia lo spunto sono più che adeguati per affrontare qualsiasi percorso urbano. Anche l’autonomia è sufficiente nell’utilizzo urbano e il fatto di poter ricaricare anche una sola batteria, rimuovendo il caricatore, garantisce di non rimanere mai a piedi nemmeno in caso di emergenza, visto che un bar o un posto dover sfruttare una presa di corrente si trova sempre. Noi attaccavamo l’ES3 alla sera e alla mattina era pronto per affrontare tutti gli spostamenti giornalieri, con il display che segnava in modalità Normal 76 Km di autonomia e 96 Km in modalità Eco.

Es2 e Es3 Evolution

Askoll ha già implementato alcune delle nostre richieste nei nuovi modelli Es2evolution e Es3evolution, che saranno resi disponibili a breve. Non sostituiranno i modelli attuali, ma li affiancheranno offrendo alcune caratteristiche aggiuntive. A parte la nuova colorazione silver con dettagli a contrasto, blu elettrico per il modello Es2evolution e giallo fluo per Es3evolution, una bella novità riguarda la migliore abitabilità in coppia grazie alla sella allungata. Sotto il profilo delle sicurezza è stata anche accolta la richiesta di un freno a disco anche al posteriore, mentre a livello hi-tech la chicca è rappresenta dal display digitale con sistema connect. Scaricando l’apposita APP (disponibile per smartphone Android e iOS) è possibile tenere sotto controllo lo stato del veicolo, dal chilometraggio alla durata della batteria fino alla velocità media e ai percorsi effettuati. Viene conteggiato anche il risparmio in termini di CO2 ed economico. Non solo, sarà possibile ricevere notifiche sulle manutenzioni e, attraverso l’area assistenza, ricevere suggerimenti per la risoluzione di problematiche legate al mezzo e la mappa dei centri assistenza più vicini. I nuovi Askoll evolution saranno in vendita da fine Giugno al prezzo di € 3.490 per il modello Es2evolution e € 3.990 per il più potente Es3evolution. Grazie agli incentivi sulla rottamazione è però possibile acquistare sia questi nuovi modelli sia quelli già in gamma con il 30% di sconto. L’Es3 per esempio può essere vostro con circa 2700 euro.
Per il mese di giugno chi non ha un mezzo da rottamare potrà invece contare su uno sconto di 250 euro per l’Es3 e di 150 euro per l’Es2, oltre a ricevere in omaggio bauletto e parabrezza oppure un secondo caricatore.

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Giorgio Papetti

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