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Eskute Wayfarer: prova completa

In tutta Europa si sente molto parlare di questo brand che propone al momento due differenti biciclette a pedalata assistita (ma a breve ci saranno importanti aggiunte di cui vi parleremo ampiamente), una mountain bike e una bici da trekking, a un prezzo decisamente interessante considerando che stiamo parlato di bici con un motore Bafang molto diffuso e affidabile e batterie direttamente integrate nel telaio. Proprio Eskute per verificare la qualità dei loro prodotti ci ha fornito una Wayfarer, ovvero il modello con telaio unisex pensato soprattutto per gli spostamenti in città o per le gire fuori porta. Caratterizzata dall’impiego di un motore installato sul mozzo posteriore e da una batteria da 360 Wh, la Wayfarer permette di percorre circa 60/70 Km utilizzando un mix delle varie assistenze. Ottimizzando però come abbiamo fatto noi ciascun livello si raggiungono anche gli 85/90 Km. Chiaramente il consumo e la relativa autonomia dipendono da molteplici fattori, a cominciare dal peso del pilota, dal suo livello di allineamento e dal tipo di strade percorse.

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Imballaggio da riferimento

La bici ci è stata spedita dalla Polonia e la prima cosa che colpisce è la qualità dell’imballaggio con cui viene recapitata. Appena si toglie il cartone si scopre che ogni singolo componente è perfettamente imballato e che ci sono molti spessori che evitano, in caso di cadute, colpi o altro, che i componenti possano entrare in contatto tra loro rovinandosi. Fascette, polistirolo, tamponi di plastica, imballo protettivo abbondano e tutto è protetto con grande cura. Diciamo che se il buon giorno si vede dal mattino in questo caso ci sono tutti i presupposti per trovarsi di fronte a un ottimo prodotto.

Bella linea e buone finiture

Grazie all’integrazione del motore nel mozzo posteriore e del pacco batteria nel tubo frontale del telaio la linea è quella tipica di una bicicletta da città. Gli pneumatici da 28×1.75 sono i Kenda Anti-Puncture, con particelle aramidiche e ceramiche tessute all’interno del pneumatico per aumentare la durata e prevenire le forature.

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Sono montati su cerchi di colore nero dotati dischi Tekro da 160 mm, entrambi con perno tradizionale a forchetta; l’anteriore è dotato di chiusura rapida mentre il posteriore, anche per via del motore nel mozzo, prevede due bulloni di fissaggio, molto ben protetti da due protezioni in gomma che contribuiscono anche a migliorare l’estetica. In uno dei due bulloni passa il cavo che alimenta il motore elettrico e che in caso di necessità di smontare la ruota posteriore, per esempio per cambiare camera d’aria o compiere riparazioni, può facilmente essere scollegato tramite il connettore rapido posizionato sotto il braccetto del telaio. Anteriormente lo sgancio rapido risulta molto pratico quando dobbiamo smontare la ruota, per esempio per caricare la bici nel baule. Occorre solo fare attenzione alle mollettine di richiamo che non sono solidali e quindi se non si fa attenzione durante le operazioni di montaggio e smontaggio posso uscire dalla propria sede e ritrovarle può diventare un’impresa.

La forcella a molla da 100 mm di escursione è priva di regolazioni, ma in città e sulle strade bianche offre un discreto confort. Anche utilizzando la Wayfarer su semplici percorsi in fuoristrada la forcella riesce a garantire un buon controllo, a patto chiaramente di non esagerare con la velocità altrimenti fatica ad attutire gli urti; ricordiamoci che stiamo parlando di un prodotto pensato principalmente per la città o per gite su asfalto e strade sterrate. Noi l’abbiamo portata anche su sentieri più accidentati nei boschi e in questo caso la forcella (ma anche il motore) mostra presto i suoi limiti come è logico che sia, specialmente a livello di progressione delle molle.

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Per quanto riguarda il telaio oltre ad essere esteticamente molto proporzionato è caratterizzato da saldature a vista e da una verniciatura opaca decisamente ben realizzata. A impreziosire la linea contribuiscono i parafanghi forniti di serie e anche qui si vede l’ottima ingegnerizzazione. Quello anteriore, per esempio, non è fissato al mozzo ruota ma su agganci separati in modo che se vogliamo togliere la ruota il parafango resta perfettamente fissato al suo posto. Anche il portapacchi posteriore è veramente ben fatto e diventa anch’esso un elemento estetico; oltre ad essere molto robusto integra comodi tubi laterali che permettono di posizionare e assicurare le borse da viaggio senza correre il rischio che queste interferiscano con il movimento della ruota. Due opposite asole permettono inoltre l’aggancio di elastici per trasportare carichi voluminosi. Di buona qualità anche le manopole in gomma morbida e la sella, ben imbottita, ed estremamente pratiche le luci con pulsante di accensione combinato posto sul lato sinistro del manubrio, immediatamente sotto al display. Un altro pulsante consente di attivare un vero e proprio clacson, molto utile e ben più performante dei classici e antiestetici campanelli.


Dal punto di vista ergonomico a parte l’immancabile sella regolabile in altezza tramite meccanismo a sgancio rapido troviamo anche un manubrio che può essere regolato non solo in altezza ma anche in inclinazione. Questo permette a chiunque di trovare la posizione di guida ottimale. I pedali sono in metallo e presentano delle zigrinature per garantire una maggiore presa anche con le scarpe bagnate. Forse su una bici da città sono fin troppo aggressivi (il rischio è che rovinino la suola di scarpe tradizionali), ma per un utilizzo misto con scarpe da ginnastica o specifiche sono perfetti. Il cavalletto regolabile in altezza assicura un appoggio stabile della bici e anche se il peso si attesta attorno ai 25 Kg, grazie al portapacchi e al tubo obliquo sul telaio è facile trovare punti di presa per spostarla e alzarla, per esempio per superare un ostacolo o per caricarla in auto per andare a fare una gita.

Un dettaglio che ci ha colpito è sicuramente la catena KMC molto spessa, addirittura surdimensionata per questa bicicletta, e ben protetta all’interno di due dischi che fungono da guide per evitare non solo di sporcare i vestiti, ma anche che la catena stessa possa inavvertitamente scendere dalla corona nel caso di una guida un po’ troppo irruenta su terreni accidentati.

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Il cambio è uno Shimano Tourney RD-TY300D a 7 velocità caratterizzato da un manettino a due pulsanti molto pratici e intuitivi. Si è rivelato semplice ma molto affidabile; nel complesso è più che adeguato alle caratteristiche di questo mezzo. Curiosa, anche se utilissima come abbiamo potuto verificare durante una caduta in fuoristrada, la presenza di una gabbia metallica che protegge il cambio. Sulle bici moderne è quasi scomparsa perché ritenuta antiestetica (era molto diffusa negli anni 80/90) ma in realtà è utile perché ripara il cambio in caso di cadute o urti contro ostacoli. Per qualche grammo in più siamo felici che Eskute abbia deciso di metterla, anche perché se proprio non vi piace potete sempre rimuoverla facilmente.

Altro aspetto che ci ha positivamente colpito è indubbiamente il sistema di luci integrate. Il faro a led anteriore garantisce una buona visibilità e quello posteriore è più che sufficiente per farsi notare in tutte le condizioni. Il bello è che basta premere l’interruttore rosso posto sotto al display per accendere contemporaneamente sia la luce anteriore sia quella posteriore, cosa non sempre disponibile neppure su modelli ben più costosi.

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Un piccolo appunto ci sentiamo invece di farlo ai freni. Si è infatti optato per dei dischi da 160 mm sia all’anteriore sia al posteriore con pinze Zoom a funzionamento meccanico con cavo di rinvio. La frenata è complessivamente adeguata alle caratteristiche del mezzo, ma per una piccola differenza di prezzo si sarebbero potuti avere dischi da 180 mm e freni a comando idraulico; più performanti soprattutto in termini di consistenza di frenata, specie nelle lunghe discese, e più morbidi da azionare. Si tratta comunque di un upgrade che si può facilmente fare anche se l’ideale, soprattutto per chi pensa di farne un utilizzo maggiormente votato al trekking, sarebbe avere come opzione un kit installato già di fabbrica che a un prezzo aggiuntivo preveda dischi da 180 mm e pinze Shimano MT200 o similari). Per chi desidera affrontare lunghi percorsi e utilizzare la bici anche per il cicloturismo a lungo raggio con soli 180 Euro si può acquistare una seconda batteria portando la capacità a 720 Wh, trasformando così la Wayfarer in una vera e propria bici da trekking adatta anche ai lunghi spostamenti. La seconda batteria può comodamente essere alloggiata in uno zaino, o meglio ancora in una sacca da posizionare sul portapacchi posteriore e all’occorrenza essere sostituita a quella interna in meno di un minuto. Basta sbloccare la batteria con l’apposita chiave, sfilarla dal telaio e inserire quella carica. Da segnalare che la batteria può anche essere comodamente estratta e ricaricata in casa o in albergo, un dettaglio non da poco perché non tutti possiedono un box dotato di presa di corrente.

Qui il video della prova completa:

 

Motore affidabile e personalizzabile

Per entrambi i modelli Eskute si è affidata al collaudato motore Bafang integrato nel mozzo posteriore, un’unità brusheless da 250 Watt. Mentre però sulla Wayfarer la batteria è da 36V e 10Ah sulla Voyager è da 36V e 12.5Ah, quindi leggermente più capiente. La configurazione standard prevede 5 livelli di assistenza, a cui si aggiungere ovviamente la modalità “spento” che permette di usare la Wayfarer come una normale bicicletta muscolare, mantenendo però tutte le funzioni del display e del computer di bordo. È inoltre disponibile una modalità Walk, attivabile semplicemente tenendo premuto il pulsante con il segno meno, che permette di portare la bici anche su piccole salite senza fare alcuno sforzo, dato che il motore fornisce quella pochissima potenza necessaria affinché la bici ci segua mentre camminiamo. Interessante il fatto che quando la batteria non è più in grado di attivare il motore le luci continuano comunque a funzionare per circa 2 ore, un importante fattore di sicurezza attiva.

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La riposta del motore non è sofisticata come quella dei motori di ultimissima generazione integrati nel movimento centrale, dotati di svariati sensori, ma una volta capita la logica di funzionamento si riesce a gestire molto facilmente. Occorre un mezzo giro di pedali per attivare la servoassistenza e quando si smette di pedalare la spinta resta presente ancora per una frazione di secondo. Ecco perché è bene abituarsi a tenere sempre le dita sui freni. Come accennato pocanzi l’impostazione di fabbrica prevede 5 livelli suddivisi in modo che i primi due diano già la spinta più consistente e i rimanenti tre aggiungano semplicemente un pochino di potenza in più. Di fatto già con il livello 1 si riescono ad affrontare salite di una certa pendenza e con il 2 abbiamo praticamente completato tutti i giri in montagna. Per questo abbiamo deciso di sfruttare l’importante possibilità di personalizzare il motore, di cui parleremo in seguito, per modificare i livelli di potenza erogata in modo da abbassare drasticamente i primi due e dare maggiore progressione agli altri fino al raggiungimento della potenza massima.

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Display completo e leggibile

Per gestire le funzionalità legate a propulsore e batteria abbiamo un bel display monocromatico posizionato sul lato sinistro de manubrio che assicura una buona leggibilità anche in pieno sole. Al buio tenendo premuto il tasto + è possibile attivare l’illuminazione che ne assicura la perfetta leggibilità. Sul display vengono visualizzate svariate informazioni, tra cui il livello di assistenza in uso, lo stato di carica della batteria, la velocità media, massima e istantanea, il chilometraggio totale e parziale e la potenza istantanea erogata (molto utile per capire quando stiamo lavorando noi e quando il motore). Tre pulsanti integrati consentono in modo molto semplice di accendere e spegnere la bici, cambiare le modalità di assistenza, attivare la modalità Walk e richiamare le differenti informazioni fornite dal computer di bordo; è inoltre possibile accedere alle funzioni di personalizzazione avanzata sfruttando specifiche combinazioni di tasti.

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Personalizzazione avanzata

Una delle caratteristiche indubbiamente più interessanti dell’Eskute Wayfarer, comune anche al modello Voyager maggiormente votato all’offroad, è la possibilità di personalizzare svariati aspetti del motore e del modo in cui la potenza viene controllata ed erogata. Oltre a poter variare senza interventi hardware la velocità massima consentita (vi ricordiamo che per legge in Italia è fissata a un massimo di 25 Km/h) possiamo decidere quanti livelli di assistenza vogliamo avere (di default sono 5 ma possiamo arrivare a 9) e per ognuno di essi stabilire quanto livello di assistenza desideriamo avere. Possiamo anche decidere quanto rapidamente interviene l’assistenza quando facciamo pressione sui pedali, se abilitare o meno l’acceleratore al manubrio e regolare molte altre caratteristiche che permettono di “cucirsi” addosso la bici per soddisfare al meglio le nostre esigenze.

Il manuale fornito a corredo è sufficientemente chiaro e tutte le possibili operazioni possono essere svolte usando i tre tasti in base a sequenze predefinite. Sempre tramite combinazione di tasti possiamo anche azzerare i dati del trip computer, cambiare la luminosità del display, resettare tutti i parametri alle impostazioni di fabbrica e altro ancora.

Acceleratore di serie, ma vietato in Italia

Oltre a poter modificare il limite massimo di velocità consentita direttamente dal display è anche possibile installare un vero e proprio acceleratore che viene già fornito in dotazione. L’installazione è semplicissima e richiede pochi minuti e di fatto trasforma la bici a pedalata assistita in un vero e proprio ciclomotore, rendendola però illegale in Italia. Come ciclomotore andrebbe infatti immatricolata, targata e assicurata, a meno di non utilizzarla in spazi privati. Noi l’abbiamo voluto provare in una zona chiusa giusto per testarne le caratteristiche e dobbiamo dire che malgrado funzioni perfettamente preferiamo di gran lunga la modalità tradizionale visto che mettendo le assistenze più elevate non si fa alcuna fatica.

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Il nostro setting

Dopo aver utilizzata la Wayfarer per svariate settimane, affrontando anche lunghi giri in montagna ed aver testato molteplici configurazioni abbiamo individuato quello che a nostro avvisto è il miglior compromesso in termini di efficienza di pedalata, assistenze e consumo della batteria.

Agendo sui parametri di configurazione abbiamo portato i livelli di assistenza da 5 e 7 (si possono impostare fino a 9 livelli) impostando la potenza erogata da ciascuno come di seguito:

1: 30%
2: 40%
3: 48%
4: 60%
5: 75%
6: 85%
7: 99%

In questo modo essendo mediamente allenati siamo riusciti ad affrontare praticamente qualsiasi salita utilizzando solo i livelli 2 e 3, relegando quelli superiori solo a pendenze oltre il 13%. Con questa configurazione abbiamo compiuto circa 90 Km su strade piane e oltre 1.200 metri di dislivello in montagna, un valore ottimo considerando la capacità della batteria.

Con una batteria supplementare la Wayfarer si conferma un’ottima bici a pedalata assistita anche per chi si avvicina al cicloturismo e vuole poter effettuare lunghissimi tragitti senza spendere cifre troppo elevate. Tra l’altro la possibilità di caricare le batterie sia sulla bici sia in casa permette, avendo due caricatori, di ottimizzare i tempi di ricarica disponendo di ben 720Wh di autonomia complessiva.

Geometrie: una sola misura

Entrambi i modelli Voyager e Wayfarer vengono forniti in taglia unica. Il produttore indica la compatibilità con 165-200 cm di altezza (chi è alto tra i 190-200cm può eventualmente cambiare il tubo sella per avere ancora più escursione) ma giocando con sella e manubrio anche chi è leggermente più basso è in grado di utilizzare la bici. Per gli amanti dei numeri ecco le geometrie del modello Wayfarer.

Dimensioni

A: 47cm Frame size B: 17cm Top Tube C: 65cm Effective top tube D: 46cm Fork length E: 59cm Rim diameter F: 115cm Wheelbase G: 46cm Chainstay length H: 30cm Bottom bracket height I: 74cm Standover Height J: 65cm Handlebar Length K: 10cm Stem Length L: 17cm Crank Length M: 50cm Reach N: 59cm Stack O: 50cm Seat tube angle P: 50cm Head Angle Q: 2.5cm Offset R: 14cm Trail.

Conclusioni

La Wayfarer è caratterizzata da un ottimo rapporto prezzo prestazioni. Difficile trovare di meglio a 999 Euro, anche considerando la dotazione di serie e la possibilità di personalizzare l’elettronica.

Utilizzando questo codice sconto Wheelsmag50off potrete inoltre acquistarla con uno sconto di 50 euro.

La garanzia è di 2 anni su tutti i difetti di fabbricazione e dopo l’acquisto avete a disposizione 15 giorni per la restituzione. Il pagamento può essere fatto tramite carta di credito o Paypal direttamente sul sito Eskute.it. Le spedizioni partono dal magazzino europeo in Polonia e impiegano mediamente da 3 a 5 giorni circa per la consegna.

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Al momento non è prevista la possibilità di acquisto in negozio e non ci sono centri assistenza sul territorio, ma il brand ha avviato una politica di affiliazione che potrebbe invogliare qualche ciclista indipendente a fornire assistenza diretta. In ogni caso nei primi due anni per eventuali difetti interviene il produttore, mentre per l’assistenza un qualunque meccanico di bici è in grado di metterci le mani potendo acquistare direttamente qualsiasi ricambio dalla casa madre. Tra l’altro Eskute prevede anche una modalità “Fai da te”, che prevede l’invio del pezzo di ricambio corredato da istruzioni per la sostituzione.

Presto anche i modelli “Pro” con motore centrale

In anteprima Eskute ci ha svelato che entro 2 mesi saranno disponibili anche modelli più evoluti dotati di motore centrale. Non possiamo ancora svelarvi le foto (pubblicheremo una news quanto prima e vi comunicheremo i prezzi) ma sappiamo che si tratterà di versioni “Pro” della Voyager e della Wayfarer con motore centrale Bafang M200 (in grado di erogare 65 Nm di coppia massima), batterie Samsung più capienti, freni a disco con pinze idrauliche e ulteriori migliorie. Eskute ci ha già confermato che appena saranno disponibili ce ne fornirà una per una prova completa.

Qui alcuni video molto interessanti prodotti da Eskute

Presentazione Wayfarer

Unboxing

 

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Giorgio Papetti

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