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Leoncino 500 Trail: Urban Scrambler

Ruota da 19, cerchi a raggi e sospensioni a escursione maggiorata contraddistinguono questo modello della Benelli Leoncino, una “scrambler” che mantiene una connotazione prettamente cittadina, prediligendo facilità di guida e confort pur garantendo una buona mobilità su strade bianche e qualche sentiero accidentato.

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Avanti così

A differenza di molte altre aziende, che sono state di buona parte snaturate dall’arrivo di colossi cinesi, Benelli è letteralmente rinata proponendo al pubblico prodotti intelligenti e con un ottimo rapporto qualità/prezzo. Abbiamo già avuto modo di apprezzare la TRK 502 e ora è la volta della Leoncino, nella sua connotazione più avventurosa denominata “Trail”. Un nome storico per la casa di Pesaro, che dopo oltre 60 anni  (era il 1951 quando venne presentata la Leoncino 125 2T) torna a brillare su una moto molto interessante. Una moderna bicilindrica, semplice ma non povera, caratterizzata da una linea moderna e personale. Sarà per la stilosa statuetta del leone che ruggisce sul parafango anteriore, che ricorda l’emblema delle mitiche limousine inglesi, per la particolare conformazione di serbatoio e fianchetti, per l’avantreno con forcella e piastre di generose dimensioni, ma la Leoncino sa farsi notare. Anche il rumore che esce dal bello scarico di serie è appagante e lascia pensare a potenze superiori a quelle effettive.

 

 Spiccata personalità

Non è facile proporre una moto sotto i 6.000 euro che sia anche bella da guidare e appagante alla vista. Con la Leoncino Trail Benelli ci è decisamente riuscita, disegnando linee moderne e personali ben raccordate tra loro. Tanti i particolari interessanti, a cominciare dal parafando anteriore (distante a sufficienza dalla ruota per non bloccarla facilmente in caso di fango), dall’accoppiata forcella a steli rovesciati da 50 mm. e piastre di grandi dimensioni, per proseguire con serbatoio, fianchetti e faro a led. Anche la coda non è male e considerando il prezzo ci si può accontentare del forcellone in acciaio o delle pedane del passeggero solidali con quelle del pilota, un pochino pesanti alla vista. Molto bello il manubrio verniciato di nero e anche il quadro strumenti tradizionale non stona affatto. Le informazioni che servono veramente ci sono tutte, tranne forse il chilometraggio residuo stimato quando si accende la spia della riserva (un po’ imprecisa). Pregevoli i cerchi neri a raggi e gli indicatori di direzione a led di serie.


Facile e gratificante alla guida

Abituati alle moto sempre più superdotate (ma anche sempre più impegnative da guidare) e leggendo la potenza di “appena” 48 Cv a 8.500 giri/min e 46 Nm coppia a 6.000 giri/min si parte un po’ prevenuti, ma basta girare la chiave e premere lo start per restare piacevolmente sorpresi dal carattere di questo bicilindrico 4T da 500 cc, doppio asse a camme in testa, 4 valvole,  raffreddato a liquido. La tonalità di scarico è piena e dando gas si ha subito una bella sensazione. Cambio e frizione sono ottimi (anche la folle si trova sempre molto facilmente) e a seconda di come si gira la manopola del gas si ha una risposta dolce o decisa. Il bicilindrico dà il meglio tra i 4.000 ei 7.000 giri/min ma già dai 2.000 giri spinge bene e malgrado il peso della moto non sia dei più contenuti (207 kg in ordine di marcia) la guida è facile e divertente. Molto fanno la sincerità della ciclistica e le sospensioni, con forcella regolabile nel freno di estensione e mono regolabile sia nel freno di estensione sia nel precarico, tramite la pratica manopola posizionata sul lato destro. La stabilità è ottima e complice il manubrio largo e ben posizionato si può forzare il ritmo avendo sempre un ottimo controllo, anche in fuoristrada. Chi la utilizzerà in questo contesto potrà contare sulla facilità di guida stando seduti, aiutandosi con le gambe nei passaggi difficili (in piedi il manubrio è un po’ troppo basso e servirebbero due riser) e dovrà solo abituarsi a una certa pesantezza dell’avantreno. L’impianto frenante è più che adeguato alle prestazioni, con un anteriore potente e un posteriore molto modulabile. Una plauso va all’ABS, disinseribile per la guida in fuoristrada e perfettamente tarato. Lo abbiamo provato sotto abbondanti piogge sul viscido pavé di Milano ed entrava in funzione solo quando serviva realmente.

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Le vibrazioni sono generalmente contenute e solo in autostrada, superando la velocità codice, si fanno più marcate. Del resto la Leoncino è più a suo agio in città o sui percorsi misti, anche se con due belle borse morbide e un po’ di spirito di adattamento si può veramente andare ovunque. La capacità del serbatoio di 12,7 litri non è da tourer, ma grazie ai consumi ridotti (facile fare oltre 25 km con un litro) l’autonomia è comunque buona.

Cosa volere di più?

Considerando il prezzo di 5.990 Euro veramente pochissimo. Benelli sta facendo un ottimo lavoro e i dati di vendita lo dimostrano. Ci piacerebbero pedane pilota e passeggero separate, nottolini sulle maniglie passeggero per fermare gli elastici, una spia della riserva più precisa e magari un bel paramotore come sulla TRK 502X. Tre i colori disponibili, tra i quali il nostro preferito è il Total Black.

Scheda tecnica

forcella Rovesciata da 50 mm con 135 mm di escursione, regolabile in estensione
mono posteriore 138 mm escursione, regolabile in precarico ed estensione
Peso 207 kg
Serbatoio 12,7 litri
altezza sella 835 mm.
ruote ant/post 110/19” – 150/17”
Motore 4T, 2 cilindri, 500 cc
Potenza 48 Cv
Coppia 46 Nm
FRENI 2 x 320 – pinze a 2 pistoncini
1 x 260 – pistoncino singolo

 

 

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Giorgio Papetti

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