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Yamaha TRACER GT 2019, Prova su strada… che moto!!

Yamaha Tracer 900 GT 2019, Crossover di mezzo facile e grintosa si dimostra un’ottima compagna di viaggio con qualche compromesso ma tantissima sostanza.
Non è un caso che la Tracer 900 sia la terza moto più venduta in Italia, e la prima del suo segmento, una Crossover di 850ccm che vanta potenza di sicuro interesse con dotazioni non da entry level.  Il pacchetto GT arricchisce di molto un modello base,già molto invitante, non solo con accessori recuperabili dal listino ma, alzando l’asticella a un livello competitivo anche verso le concorrenti di fascia più alta.

L’evoluzione di un modello presente sul mercato dal 2015 che, inizialmente conosciuto con il nome “MT-09 Tracer”, dove perde il richiamo al modello Naked “MT”, ma che ne percorre il DNA, dato dall’ottimo cuore 3 cilindri. Disponibile in 2 versioni, base o GT, proprio in questa prova valideremo quanto è migliorata e quanto è valida e ricca la dotazione GT, personalizzabile ulteriormente con altri interessanti accessori della linea dedicata di Yamaha.

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Quello che è evidente al primo sguardo sono le valige, in tinta con la carrozzeria sul guscio esterno, si agganciano al telaio predisposto portando una volumetria di 22 Litri ciascuna, piccola per contenere un casco integrale, ma utile per restare molto aerodinamici nella circolazione anche veloce. Le borse rigide sono disponibili anche per la base, come altre opzioni presenti di serie su questa versione.

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Cuore eccellente è il motore 3 cilindri 847cc CP-3 diffuso su altri modelli come XSR 900 e MT-09, dove qui trova una mappatura più turistica rispetto la naked, erogazione gestita grazie anche all’elettronica ride-by-wire, dove l’on-off è percettibile solo nella Mappatura A, mostrando un’erogazione sempre pronta e grintosa.
La potenza è confermata con ben 115CV a 10000 giri, così come la coppia con i suoi 8,9 kgm a 8500 giri; ragguardevole l’elasticità di utilizzo già dai 1500 giri circa, riducendo di fatto i cambi marcia, assistiti dal cambio elettronico di serie QSS. Le mappature disponibili sono 3 in ordine di “risposta motore”, la potenza rimane invariata (A-Standard-B). Non manca anche il Traction control su due livelli di intervento oppure disattivabile, mentre per i più smanettoni la frizione anti-saltellamento contribuisce alla sportività nella guida al limite.

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Il Cruise Control concede di viaggiare più comodi sulle tratte di trasferimento autostradali, oramai un must su questo tipo di moto, il tipico scarico sempre posizionato in basso con uscita poco dopo il piede dx del pilota, risulta ottimo sia per le valige, che possono essere gemellate di uguale dimensione, sia per il secondo, che non avrà scarichi maleodoranti troppo vicini.

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I tanti comandi sono sparsi nei due blocchetti, a sinistra troviamo la maggior parte : Traction control, Cruise Control, fari, Modalità motore, frecce e clacson; a destra l’interruttore e la rotellina/pulsante per scorrere le informazioni sul display. una pensata sullo sfruttamento migliore della rotellina e del display digitale avrebbe sicuramente semplificato la gestione.

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Nella strumentazione digitale troviamo il vero stacco dal modello base, che rimane sul semplice LCD. Ma non si tratta solo di una visualizzazione, ma un CANVASS e quindi una gestione elettronica differente. Il risultato finale è un display ben leggibile dove troviamo uno dei punti più interessanti della GT.

La grafica accattivante e funzionale, aiuterà la visualizzazione di alcune voci, selezionabili con il comando remoto a rotellina, decidendo se vedere i vari ODO, Trip 1 e 2, temperatura motore e aria in ingresso, nonché l’attivazione sui 3 livelli di calore delle manopole. Esiste poi come da ultime normative l’indicatore ECO, che aiuta a capire quando si sta viaggiando in modo ottimale per i consumi.

Cockpit

Altro step differente dalla base non compensabile, sono le sospensioni, la forcella qui con finiture oro, è completamente regolabile, mentre il mono posteriore vanta un pomello remoto di regolazione del pre-carico, utilissimo quanto semplice.

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Nuovo anche il  forcellone, allungato di ben 6 cm, aumenta la stabilità di marcia anche alle alte velocità (problema lamentato molto dagli utenti del precedente modello, ndr), un piccolo pegno da pagare sarà nella minor agilità, che resta in assoluto un rifermento.

Il comparto freni dispone di due dischi anteriori da 298mm con pinze a 4 pistoncini con ABS su unico livello non disattivabile, al posteriore un singolo disco da 245mm, quest’ultimo davvero efficace.

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L’altezza della sella da terra è maggiore, così come la distanza dalle pedane che portano ad avere le gambe leggermente più distese, la sella di ottima fattura abbastanza rigida, è disponibile un kit ribassato e una sella comfort riscaldata. Migliorati anche i maniglioni di presa per il passeggero nella loro ergonomia.

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Evolvere vuol dire fare tesoro delle precedenti esperienze del modello, Yamaha ha lavorato molto per aumentare la stabilità della Tracer, Oltre al nuovo forcellone è stato ridotto di dimensioni il manubrio, così come i paramani di design più rastremato, aspetti che hanno inciso molto sulla resistenza aerodinamica.
Il parabrezza di serie non offre una completa protezione per chi è alto (oltre il metro e 70), ma esiste una versione maggiorata come accessorio per aumentare la protezione.

I fari completamente LED sono regolabili da due comode rotelline, raggiungibili anche in movimento, il posteriore conserva il design del precedente modello senza seguire la linea delle nuove MT-09.

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Anche le gomme di primo equipaggiamento le Dunlop Sportmax D222 si comportano bene, in climi particolarmente freddi non scivolano e danno un ottimo feeling.

LA PROVA

Graziati da un giorno stupendo, ci siamo recati a Portovenere passando dalla SS62 della Cisa, iniziata a Fornovo dopo un tragitto autostradale. Come si può intuire abbiamo messo la Tracer in prova su tutti i terreni per la quale dovrebbe trovarsi a suo agio.

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L’autostrada, punto nel quale abbiamo sfruttato il Cruise control, che permette di rilassare un attimo il polso destro pur mantenendo la presa, è risultato nervoso, complice un motore esuberante, consiglio vivamente la mappatura B per questa combinazione. su questo tratto abbiamo anche ottenuto i consumi più elevati, arrivando a 140 km/h di tachimetro km (reali GPS 130) a 5,5 Litri/100 km a fronte di una media di tragitto che sarà di 5,1 in totale. Il parabrezza è davvero poco protettivo, bisogna pensare al maggiorato a una soluzione più ampia se siete alti. ho preferito tenerlo basso, basta una mano per muoverlo, anche per diminuire il rumore causato sul casco, un HJC RPHA 90. La stabilità è confermata, ottimale e senza indugi si ha un feeling anche nei curvoni veloci, punto critico per chi ha una moto di questa tipologia.

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Nel Misto, ovvero percorrendo la SS62 della Cisa, abbiamo assaggiato delle dote perfette per chi adora piegare in un susseguirsi di curve tornanti generosi e saliscendi. La strada ci ha riservato pochi problemi di fondo, facilmente addomesticati dalle ottime sospensioni in dotazione, e anche il TC è intervenuto di rado grazie alle ottime gomme ben calde e performanti. La Tracer in solitaria vi concede di viaggiare molto allegri, con precisione nelle traiettorie, e la grande leva su un peso contenuto e masse bilanciate aiuta a correzioni dell’ultimo minuto. I freni ottimi, anche se un po’ giovani, e un motore corposo, vi inviterà a girare molto rotondi per sfruttarne appieno la sua elasticità. La luce a terrà più che sufficiente, stiamo pur sempre parlando di una CROSSOVER e pensare al “ginocchio a terra” mi pare ridicolo, una moto fin troppo generosa anche come indole sportiva.

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In città si apprezza la sua snella figura, non ha uno sterzo molto ampio, per cui alcune manovre nel traffico non saranno fattibili certo che è leggera e spostarvi sarà molto meno impegnativo di navi da crociera a due ruote, come detto è cresciuta in altezza sella il motore non scalda e lo scarico basso non da fastidio, temperatura esterna di 18 gradi. la modalità STD è ottima per questo tipo di tragitto.

PERCORSO – https://goo.gl/maps/q4WMhxLKgW22

PassoCisa

CONCLUSIONI

La Tracer resta indubbiamente una delle moto più fruibili durante ogni stagione, dal viaggio in due alla passeggiata in solitaria, nel misto cittadino dove le borse (piccole) non si sentono e il suo motore è un vanto di prontezza e consumi. i pochi difetti sono da ricercare per chi ama la perfezione, impossibile, si le borse piccole i tanti comandi o qualche vite di plastica di troppo non sono un motivo per non sceglierla. La GT è indubbiamente più appetibile, sospensioni e display e cruise control valgono la spesa di 1800 euro in più, anche per chi un domani vorrà rivenderla. Unico neo in piena sincerità restano le valige, belle esteticamente ma Yamaha poteva almeno pensare di farci stare un casco integrale,  invece di dove ricorrere a un bauletto supplementare, o peggio sostituirle con un kit after-market più capiente. Se cercate una toure che sappia anche essere davvero veloce tra le curve quando sarete da soli, non c’è altra soluzione. I colori disponibili sono 3, Nimbus Grey (in comune con versione base) e usata nella nostra prova, Phantom Blue, Midnight black, 12.390,00 f.c.

 

About Author

Gianluca Villa

Responsabile Informatico, da anni segue con passione gli sport motoristici Motociclista appassionato fin da giovane, ha accumulato quasi 30 anni di esperienza nella guida delle due ruote, con e senza motore. Dopo una collaborazione iniziale con Motocorse.com è parte integrante del progetto wheelsmag.it. Inizialmente dedito alla guida enduro, si è specializzato nel gestire moto più stradali, colpa della residenza al vicinissimo circuito di Monza. Risiede nell'alta Brianza dove è facile trovarlo in giro sia in bici che in moto tra le colline e il lago di Como. Ha un occhio di riguardo verso la sicurezza stradale soprattutto espressa dagli accessori e dall'abbigliamento.

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