Tricy: la cargo bike che non ti aspetti

Fa sempre piacere quando una realtà italiana presenta un progetto innovativo e ancora di più se questo progetto non solo è Made in Italy, ma anche caratterizzato da innovazioni tecnologiche che lo differenziano nettamente dalla concorrenza.

Stiamo parlando di Tricy, una cargo bike a pedalata assistita sviluppata da Proteco, una realtà piemontese che ha una solita tradizione meccanica nella costruzione di prodotti industriali e che ha deciso di investire nel settore delle cargo e-bike, forte di un brevetto che regala un’esperienza di guida davvero unica.

Tecnicamente Tricy è un cosiddetto “trike”, ovvero un veicolo a tre ruote in cui il cassone, ma anche molti altri accessori come avremo modo di vedere, viene posizionato sull’assale posteriore, dove le due rote sono collegate al telaio con mozzi custom che rendono estremamente semplice anche la sostituzione della camera d’aria. Non serve nemmeno smontare la ruota, come si fa con una normale bicicletta, perché la sostituzione o la riparazione può essere fatta direttamente lasciando il cerchio montato sulla bici.

Meccanica evoluta

Sulla base del telaio ad alta resistenza interamente progettato, prodotto e assemblato in Italia – testato per supportare 80.000 cicli di carico da 100Kg sul pedale – viene allestita la bici associando una forcella ammortizzata Santur all’anteriore con cerchio da 27,5 pollici e una coppia di cerchi da 20 pollici al posteriore. Il telaio è surdimensionato per garantire la massima robustezza e sicurezza anche a pieno carico e la Power Unit scelta per garantire un’assistenza fluida e affidabile è il modello Sport dell’Italianissima OLI, un motore centrale con sensori di coppia e cadenza che offre una potenza a norma di legge di 250 watt e una coppia di 65 o 85 Nm a seconda della configurazione scelta.

5 i livelli di assistenza disponibili, a cui si aggiunge la modalità walk per spostare agevolmente la bici anche quando non siamo in sella. In realtà non ne abbiamo mai sentito l’esigenza, perché gli spostamenti anche da fermo e a motore spento sono molto facili e il fatto di non aver nemmeno bisogno del cavalletto per parcheggiare è davvero una grande comodità. Questo grazie a innovativi sistemi di richiamo della posizione verticale (raddrizzatori) che di fatto riportano automaticamente la bici nella posizione di equilibrio e rendono estremamente sicure anche le manovre in curva.

Ma questa è solo una delle peculiarità tecniche di Tricy; ciò che la caratterizza maggiormente è lo snodo brevettato che permette di inclinare la parte anteriore del telaio per curvare esattamente come faremmo con una normale bicicletta. Anche grazie ai raddrizzatori è molto facile piegare in curva senza mai avere la sensazione di cadere, così come affrontare percorsi particolarmente sconnessi sfruttando il fatto che il posteriore è libero di muoversi senza che questo vada a incidere sulla parte anteriore e viceversa. Anche se incliniamo moltissimo la bici i bimbi seduti dietro non si accorgeranno di nulla perché la loro seduta resterà sempre perfettamente allineata con il terreno.

Nei video si vede bene il movimento del telaio e si capisce quanto sia agile la Tricy rispetto a una tradizionale cargo bike a tre ruote. Anche le manovre tra le auto o i passaggi tra i paletti che spesso delimitano le ciclabili sono davvero facili, anche perché l’ingombro posteriore è esattamente uguale a quello del manubrio e questo accorgimento facilità moltissimo la percezione degli ingombri reali.

Non essendoci un cavalletto le ruote sono sempre libere di muoversi e per questo è previsto un doppio freno di stazionamento inseribile direttamente dalle leve dei freni per garantire la massima sicurezza anche quando parcheggiamo in pendenza.

Autonomia e display

La batteria standard da 612 Wh permette di percorrere in modalità Eco (Livello 1 di assistenza) circa 80 km. Chi avesse poi esigenze maggiori può optare per batterie più capienti o tenere una seconda batteria nel cassone, visto che la sostituzione richiede pochi secondi non essendo alloggiata all’interno del telaio ma agganciata esternamente (chiaramente protetta da serratura). Naturalmente l’autonomia varia in base alle condizioni del percorso, al peso del ciclista, a quello trasportato e a quanta energia chiediamo al motore. L’Oli Sport, pur non essendo tra i più potenti montati su una cargo bike, offre un buono spunto sin dalla partenza e specialmente nella versione da 85 Nm di coppia permette di affrontare agevolmente anche tratti in salita o le ripide rampe dei box sotterranei.

Il display High Vision a colori montato centralmente sul manubrio è molto leggibile e anche facile da usare grazie al controller posizionato accanto alla manopola sinistra che prevede solo 3 pulsanti. Uno di accensione e gestione delle schermate e due che a seconda di come vengono premuti permettono di selezionare i livelli di assistenza, accendere o spegnere le luci e attivare la modalità walk. Diverse le schermate disponibili, tra cui una che mostra un vero e proprio computer di bordo che indica anche quanta forza esprimono le nostre gambe e quanta il motore. La carica della batteria è espressa in tacche (avremmo preferito anche l’indicazione in percentuale visto che il sistema Oli la supporta) in modo da avere sempre sotto controllo il consumo e stimare meglio l’autonomia residua. La ricarica può avvenire direttamente sulla bici o rimuovendo la batteria per ricaricarla in casa o in ufficio.

Tanta sicurezza per tutta la famiglia

Nel progettare la Tricy gli ingegneri hanno tenuto in grande considerazione non solo il piacere di guida, ma anche altri aspetti fondamentali su una bici Premium come praticità, sicurezza e qualità percepita. Non a caso Proteco ha cercato di usare il più possibile componenti italiani e dove non è riuscita ha attinto a prestigiosi brand come Santur e Shimano. Per garantire la sicurezza necessaria anche quando si pedala a pieno carico, magari con dei bambini seduti dietro, la bici è equipaggiata con un potente sistema frenante con freni a disco idraulici su tutte le ruote.

Anche la scelta di avere la coppia di ruote al posteriore con gestione dei carichi alle spalle del guidatore è stata fatta in ottica di guidabilità e sicurezza. Questo garantisce infatti non solo una grande maneggevolezza nella guida, anche su terreni sconnessi o strade bianche dove si ha molta trazione proprio grazie al peso spostato dietro, ma anche maggiore visibilità frontale, in quanto non c’è nessun impedimento davanti al manubrio.

Lo snodo brevettato e il sistema di auto raddrizzamento fanno poi la vera differenza, regalando alla Tricy un’agilità sorprendente e un piacere di guida difficile da trovare su una cargo bike a tre ruote. Questo anche considerando il peso che ovviamente è superiore a quello di una normale E-bike. Varia chiaramente in funzione degli allestimenti, ma per la versione con cassone completo di coperchio siamo attorno ai 40 Kg, che scendono a 34 se si opta per il bauletto Givi più piccolo.

Il cambio Shimano Nexus a 3 rapporti integrato nel mozzo semplifica la guida ed è praticamente esente da manutenzione. Per cambiare marcia è sufficiente ruotare la manopola e scegliere il rapporto senza nessun rischio che possa cadere la catena. Sinceramente avremmo preferito la versione a 7 rapporti (disponibile in opzione) per poter regolare meglio la forza espressa sui pedali rispetto alla potenza erogata dal motore, ma per un’utenza poco abituata ai cambi avere 3 rapporti è forse più semplice perché alla fine la tendenza è usare le 5 modalità di assistenza e guidare la bici anche fosse una “monomarcia”, usando di fatto i livelli per decidere lo sforzo che si è disposti a fare e la velocità che si desidera tenere, che chiaramente come da codice vigente può essere al massimo di 25 Km/h dopodiché il motore smette di fornire assistenza.

L’impianto di illuminazione direttamente collegato alla batteria garantisce ottima visibilità sia davanti sia dietro, dove le due luci posteriori permettono a chi segue di individuare perfettamente il mezzo che li precede. Ci sarebbe piaciuto almeno al posteriore avere anche gli indicatori di direzione, ma sappiamo che Proteco è già al lavoro anche su questo aspetto.

Il nostro test

Abbiamo utilizzato una Tricy Cargo per circa un mese per andare e venire dalla redazione, fare la spesa, fare del cicloturismo a corto raggio e l’abbiamo anche fatta provare anche a persone non abituate a usare regolarmente una bici. Il nostro feedback è stato decisamente positivo anche se su alcuni aspetti si può ancora migliorare, come la forcella un po’ troppo secca sulle asperità, la mancanza di un reggisella ammortizzato.

Quello che ci è piaciuto maggiormente è il senso di sicurezza unito alla grande agilità, se paragonata a quella di altre cargo bike a tre ruote. La possibilità di piegare in curva è davvero un plus importantissimo perché rende la guida più naturale e agevola il passaggio anche in spazi stretti. Le persone che l’hanno provata hanno apprezzato soprattutto il senso di sicurezza anche sul bagnato e sullo sconnesso, così come la facilità nel prendere le misure per riuscire a manovrare senza difficoltà tra le auto o sulle ciclabili più strette.

Tutti hanno poi apprezzato la buona capacità di carico della versione cargo, che permette di andare tranquillamente a fare anche la spesa settimanale senza dover prendere l’auto. Se avete uno o due bimbi piccoli da portare a scuola potete usare la panchetta all’interno del cassone e rimuovere il coperchio; per i più grandicelli consigliamo la versione con la panchetta in legno, che comunque grazie al vano inferiore e al baule posteriore garantisce un notevole spazio per zaini, borse e tanto altro.

Molteplici personalizzazioni

Sul sito del produttore www.tricy.it troviamo al momento tre diverse configurazioni: Full cargo, con o senza coperchio protetto da serratura per il cassone e con possibilità di avere un seggiolino per trasportare fino a 2 bambini al suo interno; Light, con cassone in legno adatto per trasportare animali o oggetti oppure con bauletto Givi; Family, con panchetta in legno specifica per il trasporto di bambini e configurabile anche con portabagagli posteriore e tettuccio. In base a specifiche esigenze Tricy può però essere configurata su misura; per esempio è attualmente in fase avanzata di studio una versione con una poltroncina posteriore per il trasporto di disabili.

Non siamo parlando di un colosso del ciclismo che deve sfornare migliaia di biciclette all’anno tutte uguali, ma di un produttore locale che lavora con una mentalità da artigiano e che è in grado anche di venire incontro a specifiche esigenze grazie al fatto che tutte le lavorazioni sono fatte internamente, compreso l’assemblaggio dei telai. Siamo ancora in quella dimensione in cui il cliente può chiamare in azienda e parlare con persone reali o incontrare i responsabili dello sviluppo direttamente in qualche manifestazione dove è anche possibile provare la Tricy. E provarla è secondo noi il modo migliore per apprezzarne le grandi potenzialità, le doti dinamiche e la sicurezza.

A chi si rivolge Tricy

Tricy è una validissima soluzione per single, coppie e famiglie a cui piace l’idea di spostarsi in bici ma hanno comunque la necessità di avere più spazio a disposizione per portare figli o animali domestici, fare la spesa o trasportare oggetti anche ingombranti che non troverebbero posto su una bici tradizionale.

Rispetto a una cargo bike a 2 ruote è decisamente più sicura e rispetto a quelle a 3 ruote è più agile. Tricy è chiaramente indicata anche per del cicloturismo con tutta la famiglia, così come per artigiani e piccole attività che devono trasportare attrezzi o un numero limitato di pacchi; mi viene in mente il classico manutentore che deve portare con sé gli attrezzi del mestiere e qualche ricambio e non vuole avventurarsi verso prodotti più specialistici come le cargo bike a due ruote dotate di pianale piatto per il trasporto di grandi quantità di merci e carichi particolarmente pesanti.

Qualità premium, prezzi in via di definizione

I prezzi sono ancora in fase di definizione e dipendono chiaramente dal tipo di dotazione scelta ma si aggireranno attorno ai 5.000 euro. Stiamo comunque parlando di un prodotto premium realizzato in Italia sul cui costo incide anche la scelta coraggiosa di produrre il telaio in Italia, l’adozione di una power unit italiana e non di provenienza cinese, la qualità della componentistica e la complessità meccanica delle tecnologie che rendono così unica questa cargo bike.

Un investimento che si ammortizza nel tempo, anche considerando il fatto che essendo una e-bike a pedalata assistita perfettamente legale non è soggetta a pagamento di bollo e assicurazione e che il costo di una ricarica completa è di pochi centesimi. In alcune regioni inoltre sono previsti specifici incentivi per l’acquisto di cargo bike, sia per i privati che per le imprese. In Lombardia, per esempio, è attivo un bando per le piccole e medie imprese che arriva a coprire fino al 60% del prezzo di acquisto.

Per vedere le varie configurazioni potete consultare il sito del produttore

Scheda Tecnica

  • Telaio in alluminio serie 6082, realizzato in Italia in taglia unica.
  • Forcella ammortizzata Santour NEX-E25-DS 700 C con escursione da 63 mm
  • Ruota anteriore da 27,5” con pneumatico 27.5 x 2.10. Ruote posteriori da 20” su mozzo custom con pneumatici 20 x 2.25
  • Freni a disco idraulici su tutte le ruote: anteriore bengal Ares 7 (Disco 160), posteriore Bengal Ares 7.5 (Disco 160)
  • Cambio Shimano Nexus interno al mozzo a 3 velocità (optional a 7)
  • Motore Oli Sport da 250 Watt con 65 o 85 Nm di coppia e 5 modalità di assistenza + Walk Mode
  • Batteria Future Bike 17 Ah 36 V 612 Wh con caricabatteria da 3A
  • Display Hight Vision Oli a colori con controller al manubrio

Dotazioni comuni a tutte le versioni

  • Manopole ergonomiche
  • Sella VELO Relaxed comfort colore nero
  • Reggisella SP-53 – 31.6 x 350 mm Nera
  • Pedali con corpo in resina con inserto antiscivolo in gomma
  • Luce anteriore Union
  • Doppia Luce Spanninga posteriore
  • Cestino anteriore in metallo

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