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Lucky 5.5 tramonto

Lucky Explorer Project

Il 26 dicembre 1978 ha consegnato alla storia l’inizio di un’avventura tra le più affascinanti e pericolose di sempre. È la Paris-Dakar, la corsa nel deserto nata dalla mente irriverente e rivoluzionaria di Thierry Sabine. Sopravvissuta alla morte del suo fondatore, avvenuta nel 1986 tra le dune dello spietato deserto del Ténéré, la corsa è diventata il banco di prova di moto dalle prestazioni incredibili, capaci di solcare le piste desertiche a folli velocità.

tracks from the car in Arabian desert in Egypt

tracks from the car in Arabian desert in Egypt

La Elefant con livrea Lucky Explorer è stata una indiscussa protagonista di quello storico raid. Fin dai primi bozzetti il potere evocativo della Elefant, due volte prima sul traguardo del Lago Rosa di Dakar, ha guidato i designer, impegnati a ricreare, attualizzandola, la magia di moto che sono state l’emblema della sfida cruenta tra la natura selvaggia e l’uomo. Roccia, sabbia, benzina e coraggio erano gli elementi fondamentali su cui si basavano quelle gare epiche.


A distanza di oltre 40 anni MV Agusta lancia il Lucky Explorer Project, un’iniziativa dai molteplici risvolti mirata a riunire gli appassionati di rally e di off-road intorno all’eredità storica della casa di Schiranna, con le sue epiche partecipazioni, e le sue vittorie, ai grandi rally africani dei tempi d’oro.

Il Lucky Explorer Project non è solo un progetto di marketing. Rappresenta l’essenza dell’azienda, della sua importanza nel mondo delle moto, rivisitandone l’anima profonda, le passioni, le emozioni ed i valori, espressi appieno nelle gesta degli uomini, e dei loro mezzi, che hanno scritto la storia delle corse nel deserto. È più di un progetto.

Il Lucky Explorer Project è stato concepito come una piattaforma di comunicazione a supporto del lancio di due nuove moto adventure, creando attesa ed emozione:

• Rivisitazione della legacy Lucky Explorer in ambito racing
• Diffondere la storia e la cultura dei grandi rally africani
• Creazione di una comunità di appassionati di avventura e off-road
• Coinvolgere attivamente i partecipanti in attività online e offline

Il progetto si svilupperà sulle pagine del sito www.luckyexplorerproject.com e attraverso il canale Instagram @luckyexplorer.official già online. Piloti, personaggi, pillole e aneddoti, factory tour storico, pubblicità d’epoca, video, memorabilia, nuovi contenuti ed eventi riuniranno una vera e propria community di appassionati. E arriveranno i Lucky Explorer ambassadors, che avranno accesso a contenuti speciali e preview esclusive.

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I nuovi modelli 5.5 e 9.5 rappresentano l’interpretazione contemporanea del mito delle grandi corse nel deserto, che a partire dalla metà degli anni Ottanta hanno segnato l’immaginario dello sport motociclistico, imponendosi tra gli appassionati alla continua ricerca di nuove, emozionanti avventure. Il progetto 9.5 è la sintesi di un lavoro di progettazione e sviluppo che da molti mesi è volto a creare una moto unica per emozioni di guida, facilità d’approccio, prestazioni e fascino.

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I principali obiettivi del progetto? Realizzare una moto che fosse innanzitutto compatta, leggera, essenziale e funzionale, con una marcata impronta offroad. La versatilità d’uso deve essere ai massimi livelli, al pari dell’abilità di muoversi efficacemente e in sicurezza in tutte le condizioni, dall’asfalto levigato alle pietraie. La sella regolabile in altezza testimonia la volontà di rendere la moto quanto più possibile facile da usare e immediata nell’approccio.

Sulla storica Elefant protagonista alla Dakar, il logo Lucky Explorer era immediatamente riconoscibile, persino a distanza, al punto da caratterizzare la moto ed enfatizzarne la vocazione racing. Oggi quel logo trova una suggestiva rievocazione grazie alle scelte grafiche e di allestimento dei due modelli.

5.5

La 5.5, sviluppata con il nostro partner QJ, è una nuova moto adventure che si ispira all’heritage della Elefant. Nonostante si tratti di una media, l’aspetto è quello di una moto di cilindrata superiore, votata al viaggio, in grado di conquistare il motociclista europeo che cerca una due ruote solida e inarrestabile.

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La stretta collaborazione con il partner si è concretizzata nella definizione di un prodotto decisamente evoluto nelle sue diverse componenti rispetto al modello di partenza: elettronica, meccanica e ciclistica, infatti, sono stati sviluppati in base a specifiche ben precise. Il comparto elettronico, ad esempio, è stato ottimizzato in modo da offrire il miglior compromesso tra prestazioni e sicurezza. Anche il motore due cilindri in linea con distribuzione a doppio albero a camme in testa e raffreddamento a liquido è stato oggetto di un accurato lavoro di affinamento, volto a migliorarne ulteriormente il già elevato rendimento. L’incremento di cilindrata fino a 550 cc (alesaggio 70.5 mm e corsa 71 mm) è stato realizzato in esclusiva per questo modello ed è determinato dalla volontà di irrobustire ulteriormente la curva di coppia, in modo da garantire una erogazione piena e uniforme a tutti i regimi. Proprio quello che serve per una moto che ha nell’ampiezza del raggio d’azione uno dei suoi tanti punti di forza.

Il design distingue nettamente la 5.5, come si evince sia dalle sovrastrutture sia da altri elementi fondamentali per la caratterizzazione estetica come i gruppi ottici, progettati ad hoc. L’ispirazione stilistica è comune alla 9.5 e si ispira alle leggendarie corse nel deserto ma le peculiarità della 5.5 sono moltissime, e ciò permette a questo modello di rivendicare una sua orgogliosa identità tecnica, concettuale ed estetica.

9.5
La 9.5 rappresenta il futuro, sotto forma di una moto adventure premium basata sul nuovo motore MV Agusta 950, forte della migliore tecnologia e dello spirito racing che permeava la Elefant. Sono numerosi gli elementi stilistici comuni ai due nuovi modelli: la zona frontale è verniciata di nero, come anche i robusti paramani. Il radiatore è carenato lateralmente, con un pannello che nella parte centrale scopre un elemento a semicerchio.

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A proteggere l’impianto frenante anteriore c’è un copridisco, esteso e ampiamente finestrato per garantire ai dischi il flusso d’aria necessario al raffreddamento; la piastra paramotore sottolinea la destinazione della moto, che trova nei tracciati offroad uno dei suoi terreni d’elezione. La scelta dei materiali e la loro finitura sono ispirate alla natura e all’alta tecnologia, come evidenzia ad esempio l’elemento in fibra di carbonio forgiata che fa da raccordo tra la zona del radiatore e la piastra paramotore.

La strumentazione è stata sviluppata su standard automobilistici, sia per quanto riguarda leggibilità e grafica, sia per completezza di informazioni e connettività. Dispone di un pannello TFT a colori di 7”, con connessione Bluetooth agli smartphone e Wi-Fi per l’aggiornamento. I blocchetti elettrici sono stati disegnati appositamente per questo modello: ispirati a criteri di funzionalità ed ergonomia, permettono di muoversi agevolmente tra i numerosi menù di configurazione e personalizzazione. Un ingegnoso sistema di fissaggio delle borse è collocato nel codino. Ed è a scomparsa, in modo da non avere alcun impatto sul design della moto.

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La definizione dei gruppi ottici ha richiesto un ampio studio, volto a offrire allo stesso tempo un risultato stilistico d’eccezione e una resa luminosa indiscutibile. In particolare la 5.5 monta DRL a semicerchio, che si ispirano chiaramente nel design all’originale Elefant 900. Il gruppo ottico della 9.5 è più complesso e ancora più originale, grazie a due elementi concentrici che donano uno “sguardo” inequivocabilmente aggressivo all’avantreno.

Il telaio della 9.5 è in acciaio, con struttura a doppia culla chiusa. Disegnato per offrire il miglior bilanciamento tra il comfort richiesto per l’impiego stradale turistico e la rigidità necessaria per ottenere prestazioni interessanti fuoristrada, è composto da elementi forgiati ed estrusi, in base ai carichi richiesti nei differenti punti. Nonostante gli eccellenti valori di resistenza alla torsione e rigidità longitudinale, ferma la bilancia su un peso molto ridotto. Il robusto forcellone si avvale di una leggera lega di alluminio per ottenere il più alto rapporto tra resistenza e peso. Alluminio anche per le piastre della forcella, mentre è in acciaio il telaietto posteriore.

Il motore della 9.5 è stato sviluppato appositamente per questa moto e rappresenta la sintesi perfetta tra versatilità, potenza e peso. Firmato da MV Agusta e ispirato al noto e apprezzato 800 a tre cilindri in linea, è nuovo nella maggior parte delle componenti. Le misure di alesaggio e corsa sono state entrambe modificate, aumentandole per raggiungere la cilindrata effettiva di 930,63 cc, con valori quanto più possibile elevati di potenza e coppia. Tutto senza modificare gli ingombri del motore 800 attualmente in produzione. Confermate numerose scelte tecniche: il piano testa non subisce variazioni di posizione, come l’angolo dei cilindri; identiche la posizione degli attacchi motore sui tre assi e del pignone.

Il motore tre cilindri in linea, quattro tempi, con distribuzione a doppio albero a camme in testa e raffreddamento a liquido vanta un rapporto di compressione di 12,5:1; l’albero motore è controrotante, per migliorare la dinamica di guida e ridurre l’inerzia. Il cambio estraibile è offerto anche in una inedita configurazione elettroattuata, appositamente progettata per questo modello. I valori di potenza e coppia massime si attestano rispettivamente a 123 CV a 10.000 giri e 102 Nm a 7.000 giri. La potenza specifica è pari a 132,25 CV/litro. La massa completa del motore è di soli 57 kg.

La trasmissione può contare su un nuovo ingranaggio della trasmissione primaria a denti dritti, con presa di moto dal contralbero; sono inediti gli ingranaggi del comando pompe. Il basamento è stato completamente riprogettato: dispone di passaggi olio integrati, mentre il passaggio dell’acqua dal basamento superiore a quello inferiore avviene tramite una tubazione esterna in alluminio. Ridisegnati i coperchi di frizione, generatore, avviamento, selettore e cambio.

Due le opzioni per la frizione: l’automatica Rekluse o la standard, entrambe in bagno d’olio, con comando idraulico sul lato sinistro. Una grande novità è il cambio elettroattuato, proposto in opzione.

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Giorgio Papetti

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