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Marquez Lemans

Marquez inarrestabile. Zarco e Dovi out. Rossi a podio

Rossi LemansTanta carne al fuoco in questa MotoGP di LeMans, dalle implicazioni di mercato alla cronaca di gara in sè. Tra tante incertezze, dubbi e sorprese però rimane una sola e unica costante:
Marquez in questo 2018 sembra essere inarrestabile. Anzi, Marquez e la Honda sono inarrestabili. La casa dell’ala ha portato delle migliorie aerodinamiche alla carena per il GP francese che hanno notevolmente migliorato il comportamento della moto, garantendo più stabilità sull’anteriore. Deve spaventare gli avversari il fatto che Marquez abbia imposto un dominio tale anche su una pista sulla carta non congeniale. C’è da dire, però, che questa gara è stata anche servita su di un piatto d’argento allo spagnolo: cronologici alla mano gli unici che potevano sperare di limitarlo erano Zarco e Dovizioso. Il pilota di casa era a soli 12 punti di distacco, Dovi (fresco di rinnovo fino al 2020 con Ducati) aveva finalmente la mente libera e stava disputando il weekend perfetto per riscattarsi dello “0” di Jerez.
Il problema è che sia Zarco che Dovizioso si sono autoeliminati, mentre Marquez ha vinto ancora (terza gara consecutiva e 38° in top class, eguagliando Casey Stoner). Marc è ora in testa alla classifica completamente indisturbato dopo appena 5 gare: Marquez ha infatti 36 punti di vantaggio sul secondo, che è paradossalmente Maverick Vinales, in crisi con la sua M1 da inizio stagione (o sarebbe più corretto dire dalla seconda metà del 2017).  Di positivo per Dovizioso c’è che al momento della caduta occupava la prima posizione e vi era arrivato in maniera agevole, oltretutto in un circuito che non si adattava Podio Lemansalle caratteristiche della moto di Borgo Panigale. Tutto fa ben sperare per il Mugello, però c’è bisogno di concretizzare questa velocità. Per fortuna c’è il team Pramac a salvare la faccia a Ducati. Team Pramac (orfano di Francesco Guidotti) che piazza Petrucci 2° e Miller 4° a ridosso del podio. Risultato molto importante per Danilo che va a fare il paio con la prima fila conquistata sabato e fa salire vertiginosamente le sue quotazioni verso la conquista di una sella nel team Ducati ufficiale. Lorenzo era partito bene, ma è stato gradualmente risucchiato nel gruppo. Non una gara malvagia la sua, va detto, anche perchè conquista i primi punti seri del 2018 grazie al suo 6° posto, però è stato battuto da una Yamaha (quella di Rossi) non in palla, da un Pedrosa fratturato e dalle due Ducati private. Le strade Lorenzo-Borgo Panigale sembrano separarsi sempre più, ma con gioia del maiorchino, sono ancora libere delle selle in HRC, in Suzuki e perchè no, anche in Aprilia e lo sponsor Monster alle sue spalle è un ottimo biglietto da visita. A salvare la faccia della Yamaha ci pensa Valentino Rossi, che conquista il podio 229 in carriera. La gara è stata senza dubbio positiva per Valentino, ma sono le dichiarazioni dopo gara ad essere preoccupanti. A partire da un pessimismo insolito per il Mugello, Rossi afferma che in questa gara si è visto il potenziale massimo della M1 2018. Su un asfalto favorevole, con condizioni meteo perfette ed un setup della moto azzeccato, questo è stato il massimo che Rossi ha potuto conquistare. Un podio non è da buttare, però contando le cadute di Zarco, Dovizioso e Iannone la sensazione è che questo podio sia più frutto di errori altrui che non di meriti della Yamaha, come dimostra il 7° posto ad oltre 23 secondi dalla vetta di Maverick Vinales.
Stoico Cal Crutchlow, che giunge 8° al traguardo dopo aver passato la notte in ospedale in seguito alla violenta caduta rimediata in Q1 nel sabato. Gara positiva per Aleix Espargarò che festeggia il rinnovo con la casa di Noale con un solido 9° posto.

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About Author

Luca Golfrè Andreasi

Studente universitario di 22 anni, appassionato di corse, musica e videogiochi da praticamente sempre. Seguo le gare di MotoGP, SuperBike e Formula1 dal 2002 e collaboro con WHEELSMag.it da maggio 2016, concentrandomi principalmente sulle corse del motomondiale e di SBK.

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