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MotoGP Assen|Rossi vs Dovi: a chi la colpa?

L’edizione 2018 del GP di Assen sarà ricordata come una delle gare più spettacolari degli ultimi tempi, ma con una corsa così densa di azione, di sorpassi e di competizione estremamente ravvicinata la manovra al limite che avrebbe dato la scintilla ad una polemica era pressochè inevitabile. Puntualmente, così è successo: nel lunedì post-Assen ha tenuto banco il sorpasso tra Dovizioso e Rossi a tre giri dal termine che ha estromesso entrambi dalla lotta per il podio.
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Così come nel 2015 il web si era scatenato contro Andrea Iannone per il sorpasso a Phillip Island ai danni di Valentino Rossi, quest’anno il web si è scatenato contro Andrea Dovizioso. Perchè così tanto fomento? La gara era in un momento critico. Dopo 23 giri di lotta serratissima Marc Marquez si era issato in testa al gruppo e stava aprendo un gap che poteva essere (e lo è poi stato) fatale. In qualche modo bisognava arginare la fuga di Marquez. Rossi supera Dovizioso alla chicane finale, ma il ducatista ha un’accelerazione migliore in uscita dalla “S”. Entrambi tirano la staccata, Dovizioso interno, Rossi esterno. Dovi è lungo e accompagna Rossi fuori dal tracciato. Dovi rientrerà in pista, ma sorpassato da Rins e Vinales perdendo le possibilità di conquistare un podio che di certo non sarebbe stato immeritato. Rossi ha commentato la manovra del Dovi definendola aggressiva, ma imputando più la scelta tattica di quel sorpasso che il sorpasso in sè.

Il web sta crocifiggendo la manovra di Dovizioso, sta sputando sentenze e condannando un pilota senza analizzare il contesto o forse senza capire che non esistono colpevoli e vittime in una situazione del genere. Si esalta e si distrugge qualcuno in pochi secondi, agendo “di pancia”, senza ragionare su quello che si digita. In Qatar, meno di 4 mesi fa, Dovizioso ha vinto ed era osannato come non mai. Dopo la manovra di ieri è stato criticato in maniera dura e totale. Jorge Lorenzo prima del Mugello era considerato un “bollito”, dopo Barcellona è diventato “il mago del setup nonchè nuovo dominatore del campionato”. Sputare sentenze, spacciandole per pareri oggettivi non è probabilmente la strada giusta per costruirsi un quadro preciso della situazione, per comprendere i piloti e le loro azioni in pista.
Tornando alla pista, nessuno aveva l’intenzione di danneggiare l’altro, entrambi ritenevano di avere il passo, il carattere e la forza necessaria per guidare il ricongiungimento con Marc Marquez. E’ solo un ipotesi però. A quel punto il pilota della Honda aveva gia preso +0.8 di vantaggio, il che è un distacco difficilmente recuperarabile in due giri. Certo, la manovra è costata il podio ad entrambi, ma accusare qualcuno (posto che ci sia un colpevole) non risolve la situazione nè cambia i punti in campionato. Dovi poteva evitare di tirare la staccata in quel punto, Rossi poteva evitare di resistere così strenuamente all’esterno. Come si suol dire, la guerra si fa in due.
Inoltre, non è nemmeno detto che i due italiani avrebbero conquistato il podio. Vinales, Rins e Crutchlow erano in scia e visto il tenore della gara, l’ipotesi di un sorpasso non era per niente un’idiozia.
C’è bisogno di riflettere di più sulle situazioni e non farsi accecare dal tifo.

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About Author

Luca Golfrè Andreasi

Studente universitario di 22 anni, appassionato di corse, musica e videogiochi da praticamente sempre. Seguo le gare di MotoGP, SuperBike e Formula1 dal 2002 e collaboro con WHEELSMag.it da maggio 2016, concentrandomi principalmente sulle corse del motomondiale e di SBK.
Comment 1
  • Enzo Mazzini

    Ka colpa è soltanto figlia dell’agonismo

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