MotoGp Argentina: la scheda di Brembo

Inaugurato nel 2007,il Circuito Termas de Río Hondo, è considerato il circuito più moderno, sicuro ed emozionante di tutta l’America Latina. Come e dove frenano i campioni del motomondiale

Solitamente nei mesi precedenti e successivi l’arrivo della MotoGP, il tracciato argentino ospita competizioni per le auto. Negli anni passati ciò si è tradotto in una pista sporca e abrasiva, specie nei primi turni di prove libere. Le condizioni migliorano con l’aumentare dei passaggi, come dimostrano la riduzione dei tempi sul giro: l’anno scorso Marc Marquez ha
fatto segnare la pole in 1’37’’802 mentre il migliore nelle prime libere era stato Aleix Espargaro con 1’40’’806.

Secondo i tecnici Brembo, il Circuito Termas de Rio Hondo rientra nella categoria dei circuiti mediamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 3, identico a quelli ottenuti da altre 8 piste, inclusa quella di Losail che ha ospitato la gara inaugurale della stagione.

L’impegno dei freni durante il GP
Complici le 8 staccate per giro, il tempo speso in frenata è addirittura il 31 % della durata complessiva della gara. In pratica, quindi, in gara ciascun pilota deve affrontare 200 frenate, un valore inferiore alle due piste spagnole di Jerez e Valencia. La decelerazione media ammonta a soli 1g ed è tra le più basse del campionato.
Le frenate più impegnative
La curva 5 è la più complessa del circuito perché i piloti sono reduci da un rettilineo di 1.076 metri e devono ridurre la loro velocità di 255 km/h, esercitando un carico di 12 kg sulla leva del freno. Molto impegnativa è anche la curva 1, specie per i 162 kW di energia dissipata in frenata a causa dei 12 kg di carico sulla leva.
La curva di media difficoltà è la 11: i piloti toccano i freni per poco più di un secondo per scendere da 190 a 147 km/h.
La frenata meno impegnativa del tracciato è la numero 3, che impegna per soli 50 metri: nelle intenzioni dell’ideatore del tracciato serve a ridurre la velocità per evitare che nel rettilineo seguente i veicoli arrivino ad una velocità esagerata.

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Da sempre nel mondo informatico, prima tecnico e poi marketing e infine commerciale. Ora lavoro come libero professionista e giornalista. Quest'ultima professione è partita quasi per gioco nel 2007, collaborando con Motocorse.com, poi, in seguito, anche con il canale Motori di Tiscali. Nel 2014, con Giorgio Papetti, fondiamo il nuovo Wheelsmag Italia. Passati ormai i 50 anni, sono motociclista, con alterne vicende, da più di 30. Da sempre dedito al turismo veloce, prima su Ducati Paso 750 e Ducati ST2, ho avuto un intermezzo “cattivo” su Cagiva Xtra Raptor per poi approdare di nuovo al turismo a lungo raggio ma con un occhio di riguardo anche alle piste polverose. Proprio in quest’ottica sono passato da una polivalente Aprilia Caponord Rally Raid, serie speciale della Caponord dedicata maggiormente all’Off per approdare al lato arancione della Forza con una KTM 990 Adventure prima e alla 1290 SuperAdventure S poi. Con i miei viaggi ho coperto gran parte dell'Europa e praticamente tutta l’Italia. Attualmente risiedo in Brianza da cui mi muovo spesso verso i laghi Lombardi e le Orobie per divertimento e prove.

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