24 Ore Di Le Mans, Brembo tiene alta la bandiera tricolore

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L’Azienda italiana si riconferma marchio leader nelle categorie LMP1, LMP2, GTE Pro e GTE Am, grazie ad impianti sempre più leggeri e performanti, mai sostituiti durante la gara

Nella categoria LMP1 trionfo per la Porsche 919 n. 2 del Porsche Team con Neel Jani, mentre nella categoria LMP2 prima posizione per la Alpine A460 – Nissan n. 36 del team Signatech Alpine con Nicolas Lapierre.

. A 50 anni dalla prima vittoria del 1966, Ford ha vinto con il team Ford Chip Ganassi con la vettura n. 68 (Dirk Muller, Joey Hand, Sebastien Bourdais), utilizzando impianti frenanti Brembo che gli hanno permesso di guadagnare secondi preziosi.
Nella categoria GTE Am successo per la Ferrari 458 Italia n. 62 del team Scuderia Corsa con Jeffrey Segal.

I prototipi con freni Brembo hanno ottenuto 18 vittorie assolute delle ultime 20 edizioni della 24 Ore di Le Mans.
Per l’edizione 2016 della prestigiosa competizione francese Brembo con i suoi impianti frenanti ha fornito 28 delle 32 vetture iscritte nella categoria LMP, così come 24 delle 27 vetture della categoria GTE.

Per Le Mans, l’attenzione di Brembo si è focalizzata sulla tecnologia legata alla leggerezza degli impianti frenanti, all’elevata rigidezza e affidabilità, grazie soprattutto al fatto che il materiale d’attrito dell’Azienda italiana, riducendo notevolmente l’usura e garantendo una più efficace conducibilità termica, dura per l’intera competizione, senza necessità di sostituzione.
Per i prototipi delle categorie LMP1 e LMP2 il materiale d’attrito è il carbonio. I dischi hanno all’anteriore un diametro che varia da 320mm a 370mm; mentre al posteriore sono di dimensioni inferiori, da 320mm a 350mm, con spessori di 30 o 32mm. Il numero dei fori di ventilazione dei dischi va da un minimo di 36 ad un massimo di 430, con un range di utilizzo tra i 350 e gli 800 gradi. La differenza più significativa tra le due classi è nel materiale delle pinze a 6 pistoni, dove, per ragioni regolamentari volte a favorire la riduzione dei costi, in LMP2 è limitato l’uso della lega di alluminio-litio, utilizzata nella classe superiore, ricorrendo quindi all’utilizzo dell’alluminio standard.

Nelle classi GTE, invece, le vetture utilizzano dischi “baffati” in ghisa, con diametro di 380 o 390mm all’anteriore e 332-355mm al posteriore, in entrambi i casi accoppiati con pastiglie a base ceramica.

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Da sempre nel mondo informatico, prima tecnico e poi marketing e infine commerciale. Ora lavoro come libero professionista e giornalista. Quest'ultima professione è partita quasi per gioco nel 2007, collaborando con Motocorse.com, poi, in seguito, anche con il canale Motori di Tiscali. Nel 2014, con Giorgio Papetti, fondiamo il nuovo Wheelsmag Italia. Passati ormai i 50 anni, sono motociclista, con alterne vicende, da più di 30. Da sempre dedito al turismo veloce, prima su Ducati Paso 750 e Ducati ST2, ho avuto un intermezzo “cattivo” su Cagiva Xtra Raptor per poi approdare di nuovo al turismo a lungo raggio ma con un occhio di riguardo anche alle piste polverose. Proprio in quest’ottica sono passato da una polivalente Aprilia Caponord Rally Raid, serie speciale della Caponord dedicata maggiormente all’Off per approdare al lato arancione della Forza con una KTM 990 Adventure prima e alla 1290 SuperAdventure S poi. Con i miei viaggi ho coperto gran parte dell'Europa e praticamente tutta l’Italia. Attualmente risiedo in Brianza da cui mi muovo spesso verso i laghi Lombardi e le Orobie per divertimento e prove.

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