MotoGP Le Mans: in Francia è Lorenzo’s Land

Il punto di vista di di Luca Golfrè Andreasi

Vittoria di forza per Jorge Lorenzo, che ha corso nel modo che preferisce: Primo dall’inizio alla fine, forzando il ritmo e creando il gap con gli inseguitori. Il primo di questi inseguitori è il vincitore di Jerez, Valentino Rossi

Il pesarese è rimasto intruppato nel gruppo nelle prime fasi di gara, riuscendo ad emergere a suon di sorpassi e grandi staccate. Nella sua rimonta firma anche il giro veloce della gara e si porta a ridosso di Marquez e Dovizioso per poi passarli dopo pochi giri. A quel punto la sua gara è stata una crociera di piacere verso il traguardo, troppo lontano da Lorenzo e troppo distaccato dagli inseguitori per potersi preoccupare di un loro eventuale ritorno.

Partenza lemans mucchio selvaggio

Marquez e Dovizioso invece si sono resi protagonisti di una prima parte di gara molto solida, occupando senza troppi problemi le posizioni del podio, alle spalle di Jorge Lorenzo. Al quindicesimo giro dei ventotto previsti, succede quello che può essere definito il “momento chiave” della gara. Marquez e Dovizioso, all’inseguimento di Valentino, cadono esattamente nello stesso momento, il che è stato curioso da guardare. Fattore ancor più curioso che si offre ad un’analisi dei motivi che hanno causato la caduta è che i due piloti sono caduti sì nello stesso momento, ma in punti diversi della stessa curva.

Dovizioso si è ritirato, mentre Marquez è riuscito a riprendere la moto e portarla al traguardo in tredicesima posizione. Tre punti che in un campionato così tirato possono sempre tornare utili.

Questo doppio tuffo ha regalato l’ultimo gradino del podio a Maverick Vinales, che è riuscito a portare finalmente una Suzuki sul podio. Era da Brno 2008 con Capirossi che non si vedeva una moto di Hammamatsu arrivare tra i primi 3 classificati in gara. Questo podio ha importanza anche in ottica mercato, poiché potrebbe essere un’opzione a favore di Suzuki per riuscire a tenere il giovane spagnolo (che attualmente sembra più indirizzato verso la Yamaha).

Dani Pedrosa giunge quarto al traguardo dopo una gara francamente abbastanza incolore, seguito dalla Yamaha Tech3 di Pol Espargarò, molto grintoso nelle prime fasi di gara e dall’altra Suzuki di Aleix Espargarò.

Settimo posto per uno stoico Danilo Petrucci. Il ternano, reduce da un infortunio alla mano ha corso qui a LeMans la sua prima gara del campionato 2016 e si è dovuto sudare i 9 punti del settimo posto fino all’ultima curva, battagliando con la Ducati Avintia di Hector Barberà, giunto ottavo.

Buona prestazione per le Aprilia del Team Gresini (seppur aiutata dalle molte cadute) con Alvaro Bautista e Stefan Bradl rispettivamente 9° e 10°, con un distacco che si aggira intorno ai 50 secondi. Questo vuol dire prendere oltre un secondo e mezzo al giro dai primi della categoria, che è decisamente troppo; però Aprilia sta sviluppando costantemente ed è in crescita. Questi piazzamenti dei suoi piloti non possono che dare morale alla squadra e fare ben sperare per la prossima gara al Mugello.

Prestazione deludente per l’idolo di casa Loris Baz, mai in palla per tutto il weekend, 12° e ultimo (se si toglie Marquez) sulla linea di arrivo.

E Iannone?

Il pilota di Vasto ha dimostrato di avere un grande passo in tutte le prove, agguantando il primo posto in FP3 e la prima fila nelle qualifiche di sabato, candidandosi come unico in grado di contenere uno strabiliante Jorge Lorenzo. Iannone è però sfortunatamente caduto nelle prime battute di gara mentre cercava di rintuzzare il gap di circa un secondo che lo separava da Lorenzo.

La situazione in Ducati si può definire tragica (o tragicomica). Un altro weekend con un doppio “0” a referto dei suoi piloti ufficiali. Dovizioso tormentato da sfortuna e (in questo caso) da errori, e Iannone che dopo un’incoraggiante stagione 2015 all’insegna della costanza, sembra essere tornato il pilota velocissimo ma sciupone dei tempi della Moto2. La pressione a Borgo Panigale è tanta, ma la mancanza di risultati sta cominciando a indispettire lo staff e soprattutto i tifosi. La prossima gara è al Mugello e serve una reazione decisa davanti al pubblico di casa.

La gara è stata costellata di cadute, tra le quali riportiamo i già citati Marquez, Dovizioso e Iannone; e aggiungiamo Redding, Hernandez, Crutchlow, Rabat, Miller e Smith.

In campionato ora la situazione è molto equilibrata: i tre contendenti al titolo hanno tutti commesso un errore e sono dunque molto vicini in classifica: Lorenzo primo a 90 punti, che scavalca Marquez a quota 85, seguito da Rossi a 78 punti, staccato di sole 12 lunghezze dal compagno di squadra.

Il prossimo appuntamento è al Mugello, e ci sono tutti gli ingredienti perché la tappa italiana sia veramente una grande gara.

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Da sempre nel mondo informatico, prima tecnico e poi marketing e infine commerciale. Ora lavoro come libero professionista e giornalista. Quest'ultima professione è partita quasi per gioco nel 2007, collaborando con Motocorse.com, poi, in seguito, anche con il canale Motori di Tiscali. Nel 2014, con Giorgio Papetti, fondiamo il nuovo Wheelsmag Italia. Passati ormai i 50 anni, sono motociclista, con alterne vicende, da più di 30. Da sempre dedito al turismo veloce, prima su Ducati Paso 750 e Ducati ST2, ho avuto un intermezzo “cattivo” su Cagiva Xtra Raptor per poi approdare di nuovo al turismo a lungo raggio ma con un occhio di riguardo anche alle piste polverose. Proprio in quest’ottica sono passato da una polivalente Aprilia Caponord Rally Raid, serie speciale della Caponord dedicata maggiormente all’Off per approdare al lato arancione della Forza con una KTM 990 Adventure prima e alla 1290 SuperAdventure S poi. Con i miei viaggi ho coperto gran parte dell'Europa e praticamente tutta l’Italia. Attualmente risiedo in Brianza da cui mi muovo spesso verso i laghi Lombardi e le Orobie per divertimento e prove.

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