SBK al bivio di metà stagione: analisi e considerazioni

Di Luca Golfrè Andreasi

Abbiamo ormai archiviato il weekend a Laguna Seca, nono round del campionato del mondo SBK, un round che ha visto ancora una volta dominare le Kawasaki, dove il guasto tecnico di Rea ha riaperto il mondiale a Tom Sykes e le Ducati si sono confermate veloci ma incostanti e difficili da portare al limite. Dopo un weekend di gara così elettrico c’è voglia da parte di tifosi e piloti di correre un altro round, di rimettersi alla prova, di rimediare agli errori commessi o di confermare i progressi.
Invece no

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La SBK si prende una pausa di due mesi. Avete letto bene, due mesi. Una pausa esageratamente lunga che non può che danneggiare un campionato che oserei definire gia abbastanza traballante.

Ma perché il campionato che dovrebbe unire il prestigio di una competizione mondiale con le moto di serie usate anche dagli amatori è in una crisi tale da generare pochissimi ascolti in televisione e forzare uno stop di due mesi?
1) Molti imputano la crisi del campionato all’assenza di piloti italiani al vertice come Biaggi e Melandri oppure di personaggi come Bayliss, Fogarty ed Edwards, giusto per citarne alcuni, ma secondo me la crisi inizia da quando Dorna ha acquistato i diritti del campionato. Perché? Perché Dorna è gia l’organizzazione che gestisce la MotoGP, che è senza ombra di dubbio IL campionato di motociclismo mondiale, con i grandi nomi, i grandi piloti e il massimo della tecnologia. Se non altro, con la gestione precedente a Dorna, c’era un vero interesse nel migliorare il campionato, in modo da renderlo veramente un’alternativa valida alla MotoGP.

La concorrenza spinge entrambi i concorrenti a dare il meglio di loro stessi per fare meglio dell’avversario. Concetto semplice. Se prima dunque c’era il sospetto che la SBK fosse un la “serie B delle moto”, ora c’è la certezza che sia la brutta copia della MotoGP, con moto meno prestazionali, e meno cura generale nell’organizzazione del campionato. (il buco di due mesi nasce dall’annullamento del GP di Monza e dalla mancanza di interesse negli autodromi e degli sponsor ad ospitare il circus della SBK). Dorna quindi non ha un vero interesse ad alzare la qualità della SBK perché, in ogni caso, ha gia la MotoGP.

2) Le moto decantate come “di serie” semplicemente non sono di serie. Forse solo l’aspetto esteriore rimane di serie (e non voglio parlare della trovata dei fari anteriori-adesivo per far sembrare la moto più simile a quella di serie). Le SBK girano mediamente tra uno e due secondi da una MotoGP di buon livello. Non possono essere moto di serie. Ovvio, un minimo di preparazione della moto deve essere consentito, ma le SBK, ripeto, hanno veramente poco della moto uscita dalla fabbrica.

3) La copertura televisiva, soprattutto quest’anno sta lasciando molto a desiderare. Dividere le gare su due giorni diversi non sta funzionando e questo non lo sostengo io, ma i dati degli ascolti registrati da mediaset, che fatica a superare il milione di telespettatori. Il nuovo format crea solo confusione e se abbassa la voglia di vedere le gare all’appassionato, figuriamoci allo spettatore più “casual”. Forse è stata una scelta per gestire meglio i palinsesti televisivi, però dal punto di vista dello spettacolo, non fa altro che confondere le idee allo spettatore e abbassare la tensione e l’adrenalina che una gara dovrebbe dare. La copertura di Mediaset è centellinata al minuto e non c’è neanche più l’occasione di approfondire i temi della gara. (fino a poco fa c’era FuoriGiri, la trasmissione post-gara dove potevamo ascoltare le voci dei piloti e fare le nostre considerazioni sulla gara)

Spero che gli anni smentiscano l’impressione che sta iniziando a serpeggiare tra molti appassionati. La SBK non deve morire. You win on Sunday, you sell on Monday. Ricordate? Era il motto del campionato delle derivate di serie. La SBK è la dimensione più passionale e intima delle corse, dove viene rispecchiata la passione dell’amatore. Questo non dev’essere in secondo piano alla più sterile ed esasperata MotoGP, ma bisogna aspettare “mamma Dorna” per sapere che ne sarà della SBK.

Nel frattempo, meglio segnarsi sul calendario la data del 16 settembre, perché ritornerà la SuperBike al Lausitzring. C’è ancora un titolo mondiale da assegnare e 4 round da disputare.
Noi aspettiamo qui.

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Da sempre nel mondo informatico, prima tecnico e poi marketing e infine commerciale. Ora lavoro come libero professionista e giornalista. Quest'ultima professione è partita quasi per gioco nel 2007, collaborando con Motocorse.com, poi, in seguito, anche con il canale Motori di Tiscali. Nel 2014, con Giorgio Papetti, fondiamo il nuovo Wheelsmag Italia. Passati ormai i 50 anni, sono motociclista, con alterne vicende, da più di 30. Da sempre dedito al turismo veloce, prima su Ducati Paso 750 e Ducati ST2, ho avuto un intermezzo “cattivo” su Cagiva Xtra Raptor per poi approdare di nuovo al turismo a lungo raggio ma con un occhio di riguardo anche alle piste polverose. Proprio in quest’ottica sono passato da una polivalente Aprilia Caponord Rally Raid, serie speciale della Caponord dedicata maggiormente all’Off per approdare al lato arancione della Forza con una KTM 990 Adventure prima e alla 1290 SuperAdventure S poi. Con i miei viaggi ho coperto gran parte dell'Europa e praticamente tutta l’Italia. Attualmente risiedo in Brianza da cui mi muovo spesso verso i laghi Lombardi e le Orobie per divertimento e prove.

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