MotoGP Austin: la scheda di Brembo

Ai raggi X l’impegno dei sistemi frenanti della classe regina sul circuito delle Americhe di Austin, da considerarsi mediamente impegnativo per gli impianti frenanti

Uno dei tratti distintivi della pista è l’impressionante inclinazione alla fine del rettilineo d’arrivo: in totale sono 41 metri di dislivello tra il punto più basso e quello più alto della pista, con conseguenze facilmente immaginabili per i piloti, che sbagliano la frenata nei tratti in discesa.

Secondo i tecnici Brembo, il Circuit of the Americas rientra nella categoria dei circuiti mediamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 3, identico a quelli ottenuti da altre 8 piste, inclusa quelle di Losail e Termas de Rio Hondo, che hanno ospitato la prime 2 gare della stagione.

brembo-austin

L’impegno dei freni durante il GP Pur in presenza di una velocità media sul giro tra le più basse del campionato (158 km/h), il
tempo speso in frenata non è altissimo: 23 % della durata complessiva della gara. La spiegazione è semplice: il Circuit of the Americas vanta ben tre curve da prima marcia e lunghi tratti contrassegnati da cambi di direzione, in cui i freni si usano poco. Anche per queste ragioni il tracciato texano si contraddistingue per una decelerazione media tra le più basse del Mondiale: solo 1,15 g.

Le frenate più impegnative
Delle 8 frenate del Circuit of the Americas 3 sono classificate come impegnative per i freni, 2 di media difficoltà; mentre le restanti 3 hanno un’incidenza leggera sugli impianti frenanti.
Degna di nota la prima staccata dopo il traguardo, dove le moto passano da 311 km/h a 60 km/h in 206 metri, con un carico sulla leva del freno di ben 11 kg. Per riduzione di velocità e spazio di frenata invece ha la meglio la curva 12: le moto arrivano lanciate a 337 km/h e devono scendere a 70 km/h. Per farlo i freni vengono usati per quasi 6 secondi. Entrambe
queste frenate presentano una decelerazione di 1,6 g. La curva 20, l’ultima del tracciato, è invece di media difficoltà: i piloti usano i freni per circa 3 secondi e mezzo con un carico sulla leva di 6 kg. La frenata meno impegnativa del tracciato è la numero 9, che determina un calo di velocità
da 148 a 103 km/h, in 79 metri.

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Da sempre nel mondo informatico, prima tecnico e poi marketing e infine commerciale. Ora lavoro come libero professionista e giornalista. Quest'ultima professione è partita quasi per gioco nel 2007, collaborando con Motocorse.com, poi, in seguito, anche con il canale Motori di Tiscali. Nel 2014, con Giorgio Papetti, fondiamo il nuovo Wheelsmag Italia. Passati ormai i 50 anni, sono motociclista, con alterne vicende, da più di 30. Da sempre dedito al turismo veloce, prima su Ducati Paso 750 e Ducati ST2, ho avuto un intermezzo “cattivo” su Cagiva Xtra Raptor per poi approdare di nuovo al turismo a lungo raggio ma con un occhio di riguardo anche alle piste polverose. Proprio in quest’ottica sono passato da una polivalente Aprilia Caponord Rally Raid, serie speciale della Caponord dedicata maggiormente all’Off per approdare al lato arancione della Forza con una KTM 990 Adventure prima e alla 1290 SuperAdventure S poi. Con i miei viaggi ho coperto gran parte dell'Europa e praticamente tutta l’Italia. Attualmente risiedo in Brianza da cui mi muovo spesso verso i laghi Lombardi e le Orobie per divertimento e prove.

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